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Fratelli Luigini, che spurgo!
Tamburrini
18 Luglio 2007 ore 04:28, (Eventi SPM: Montetto)
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Spinti da Tornado-Barabini, i blu stroncavano le ambizioni dei Polli, battendoli per la seconda volta. In Argentina direbbero “El regalo de Papà”. L’altra semifinale sarà Mappez – Quick Silver.
Alla vigilia del torneo, una breve ed educata e-mail arrivava nella nostra casella di posta elettronica. Diceva più o meno così: “Ciao, sono Jacopo Colombo, il portiere degli Outsider. Visto che quest’anno abbiamo trovato uno sponsor, potresti gentilmente citarlo negli articoli?”
Colombo ci sta particolarmente simpatico, almeno per due motivi: per aver giocato un intero Montetto con la maglia dell’Italia risalente ai mondiali del 1990 (fa troppo Montetto, ‘sta cosa: a proposito, perché non la usi ancora? La nuova è più bella, ma trasuda meno gloria!), e per il suo comportamento sempre impeccabile. Ricordiamo, come fosse ieri, quando un portiere avversario giocò la carta del terrorismo psicologico, invitando i suoi a tirare da tutte le posizioni, poiché tra i pali degli Outsider c’era uno che “non è un portiere”. Il nostro rimase in silenzio, e parò di tutto.
Chiusa la parentesi-Colo, la sua richiesta ci ha fatto piacere: a parte la legittima richiesta di citare lo sponsor, infatti, la Fratelli Luigini, per il tipo di attività che fa, si prestava a ben più che una semplice citazione. Gli eventi Montettiani, fino ad oggi, ci avevano costretto a metterli un attimino in secondo piano. Invece oggi, violenta e fragorosa, è scoppiata la bomba Outsider. Anzi, “Fratelli Luigini” Outsider.
Gli uomini in maglia blu non avevano entusiasmato all’esordio. A seguito del loro pareggio iniziale, un vecchio saggio del Montetto diceva: “Senza Barabini sembrano una squadretta”. Forti del loro wonder-boy, però, battagliavano ad oltranza fino al pareggio contro Quick Silver, e passeggiavano sui resti della matricola Denti Stretti. Un cammino silenzioso, in fondo. Secondo posto e quarto di finale contro i Polli, ancora inveleniti per la sconfitta in extremis del 2006. Inutile rivangare il passato, ma il fatto che i blu non giocarono la finale lasciò un doppio amaro in bocca agli uomini di Franco. Il Pollaio, sempre puntuale, titolava: “Vendetta!”.
Consapevoli di queste premesse, ieri scrivevamo: “Partita in odore di supplementari e/o rigori”. Non abbiamo poi sbagliato di molto. Davanti al pubblico delle grandi occasioni, con un settore del Merio Scopsi interamente riservato alla tifoseria polla, le squadre scendevano in campo, ahiloro, dirette dal peggior arbitro visto in 15 giorni di torneo. A proposito: oltre a non saper arbitrare, il tipo in questione ha anche seri problemi con l’orologio. Noi abbiamo cronometrato tutte le partite del torneo, e codesto signore (che prende 21 euro a partita), fischia la fine dopo 22-23 minuti di gioco. Gliel’abbiamo pure detto, ma credete che ci abbia ascoltato?
Al di là di questo, clima delle grandi occasioni, in un campo infiocchettato a dovere. Dopo novanta secondi di gioco Caccialupi veniva affossato in area: rigore sacrosanto, che lo stesso numero 9 si incaricava di trasformare: Polli in vantaggio. Il match scivolava via lentamente, a ritmi decisamente più bassi rispetto a Mappez-Celtic. Fin quasi ovvio: c’era moltissima tensione, vista la rivalità tra le compagini. Il match, comunque, sembrava indirizzato verso i Polli. Vegna centrava un palo incredibile con un missile dalla distanza, e Caccialupi firmava la sua personale doppietta trasformando, con un’abile spaccata, un assist pervenutogli dal settore di destra.
Ma quando in campo c’è un certo Marco Barabini, scrivere i titoli di coda è sempre pericoloso. Molto pericoloso. Indubbiamente uno dei migliori 5 giocatori visti in 8 anni di torneo, probabilmente è il più decisivo per le sorti della sua squadra.
Non ce ne vorranno i suoi compagni della squadra, complesso abbastanza affiatato, ma immagino saranno tutti d’accordo sul fatto che il loro numero 7 ha una marcia in più. C’è una canzone, cantata dal bravo cabarettista Flavio Oreglio, dedicata ad un grande campione degli anni 70. Facendo le Montetto-proporzioni, ci sentiamo di modificare il ritornello, adattandolo al leader degli Outsider.
“Quando parte Barabini / è come un falco che si avventa sul pallone / e fa tremare gli argini / è come un treno che travolge la stazione / è un ciclone, Barabini / E’ un tir di generosità / non lo puoi rallentare, gli puoi solo sparare / ma neanche il piombo lo fermerà.”
Nella seconda parte del primo tempo, il numero 7 prendeva in mano la partita e firmava il pareggio: prima con un destro che faceva la barba alla traversa prima di infilarsi in porta, poi mettendo sulla testa di un suo compagno (ci pare Ricotta, ma non ne siamo certi), un pallone da appoggiare in rete. Ma che cross, ragazzi! Da fermo, gliel’ha messa sulla fronte a mezzo metro dalla porta!
Nel frattempo i Polli entravano in confusione, anche perché l’Imperatore Gelli, nel bel mezzo del primo tempo, indispettito da qualcosa, abbandonava la truppa e lasciava il campo. Al suo posto entrava il bravo Tiziano, lieta sorpresa del Montetto, ma i suoi compagni sembravano come smarriti, forse più mentalmente che sul piano squisitamente tecnico. Colui che pativa maggiormente l’assenza di Gelli era proprio Caccialupi, che non aveva ossigeno quando si trovava spalle alla porta.
Il secondo tempo, tutto sommato, filava via abbastanza equilibrato. Fino a quando Ciclone-Barabini trovava lo spunto vincente: gioco di prestigio, dribbling vincente e diagonale mortifero. 3-2.
A pochi minuti dalla fine, i Polli ormai disperati ed in odore di eliminazione si giocavano la carta-Cutuli. E proprio il gioiellino dei reds aveva sul sinistro la palla del pari: il suo sinistro, però si perdeva alto. L’altra occasionissima finiva sul sinistro di A. Vegna, che in sforbiciata creava lo scompiglio nei pressi della linea di porta: furibondo batti e ribatti, ma alla fine Colombo abbrancava il pallone, strozzando in gola l’urlo ai Polli. Finiva così, con gli Outsider che ribadivano la loro “paternidad” sui Polli e volavano in semifinale, dove affronteranno la Ferramenta Fosella in una sfida da sogno. Pensate: Guelfi vs Colombo; Barabini vs Strà; Curadi vs. Finamore; Tiscione vs. Bonansea; Cucchiaro vs. Milano….Mamma mia!

Due parole sull’altro match della serata, che ha visto la qualificazione di Quick Silver ai danni della Flainet, vera rivelazione del torneo. Il buon Marco Cozzani, (che i maligni sussuranno essere il nostro “cocco”: balle) ci confidava: “per me finisce 4-1 per i grigi”. E c’era anche chi pronosticava un “gap” più severo. Non per fare i fighi, ma nell’articolo del 10 luglio avevamo sottolineato le capacità di Betta: ebbene, il numero 10 della Flainet apriva le marcature con un pazzesco tiro che, scoccato quasi dalla linea laterale, molto distante dalla porta, ammazzava ragni e zanzare presenti nel “sette” della porta dei grigi. E chissà come sarebbe finita, se i difensori della Flainet non avessero regalato il pareggio agli avversari: fare colpi di tacco nella propria area di rigore fa molto Montetto, ma in quel frangente non era la cosa più furba da fare…
Nel secondo tempo la Quick Silver prendeva in mano il gioco, e solo un maestoso Stasi e un monumentale La Planeta tenevano il match in bilico. Non riuscivamo però ad evitare due marcature, e il punteggio scivolava sul 3-1. Il gol di Matteo Mastrantonio a 5 minuti dalla fine serviva a dare pathos al finale, ma va detto che grosse occasioni per il 3-3 non ce ne sono state.
La Flainet usciva comunque tra gli applausi del pubblico, ammirato da cotanta grinta e attaccamento alla causa. Ad attendere la Quick Silver c’è la Mappez, in un incontro che si preannuncia meno scintillante dell’altra semifinale. Sul piano tecnico, forse. Non certo su quello agonistico. Appuntamento a Venerdì. Per vivere una Domenica da Eroi.

Tamburrini
 
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Sasuke
18.7.2007 ore 12:17
Anche noi abbiamo uno sponsor ma non gli fate pubblicità, anche noi abbiamo un blog ma non lo dite!!!! e vabbé ormai ci siamo abituati!!!!!
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