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Ravecca, l'essenza del Montetto
Tamburrini
17 Luglio 2007 ore 06:00, (Eventi SPM: Montetto)
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Splendido quarto tra Mappez e Celtic Old Style, impreziosito da un bel gesto del mediano amaranto. Alla fine la spuntano Dini e company ai rigori. Ferramenta Fosella più forte delle assenze: 4-2 a Pepe Nero, e il sogno bianco continua.
Copa Libertadores 2004, semifinali. Il Boca Juniors va a vincere ai calci di rigore nella tana dell’eterno rivale, il River Plate. Al termine, il portiere del Boca, Roberto “El Pato” Abbondanzieri, prima di piombarsi a festeggiare con i compagni va a salutare il portiere del River, il giovane German Lux. In un contesto simile fu un gesto bello ed importante, rimarcato da tutta la stampa sudamericana.
Montetto 2007, quarti di finale. L’incontro tra Mappez e Celtic Old Style è una crociata. Sugli spalti un pubblico numeroso, rumoroso e assetato di sangue. I 14 gladiatori in campo non si risparmiano. C’è da restare col fiato sospeso. Non mancano le scaramucce, ma una semifinale al nostro torneo vale questo ed altro. Per farla breve: si va ai rigori. Dopo 6 esecuzioni glaciali, lo scozzese Torrini si faceva ipnotizzare da Cozzani. L’altro Cozzani, il cugino Giacomo, non tremava: Mappez in semifinale. Mentre esplodeva, vivace e fragorosa, la festa degli amaranto, il numero 21 della Mappez restava lì, a centrocampo, accanto agli sconfitti. Li salutava, ad uno ad uno, esausto ma fiero della pugna appena conclusa.
Il gesto di Ravecca, insostituibile pedina nel granitico scacchiere-Mappez, ci ha colpito.
Perché ci ha ricordato come lealtà, correttezza e rispetto per gli avversari siano i gioielli più vividi del Montetto. Ed è bello ricordarlo, visto che troppe persone, tra giocatori e spettatori, in questi 14 giorni se ne sono dimenticati. Giusto ieri parlavamo di retorica: queste righe non la sono. Sono solo un invito a non buttare via ciò che di bello il Montetto ha costruito in 8 anni di vita. La nostra speranza, da cronisti follemente innamorati di questo torneo, è di vedere altri dieci-cento-mille Ravecca.

Al di là di questo, mandiamo un sentito ringraziamento a Mappez e Celtic, autrici di una partita meravigliosa, indubbiamente la più bella del torneo. Non tanto per lo spettacolo, quando per le emozioni e i colpi di scena che hanno saputo regalare. Davide Romeo, per esempio, è stato autore di una partita straordinaria. Spesso unico biancoblu nella morsa della difesa amaranto, ha lottato, si è divincolato e non si è tirato indietro. Mai. Sul finire del primo tempo, dopo una lunga fase di studio, era proprio il numero 10 dei Celtic a sbloccare la partita. Un elegante pallonetto trafiggeva la Mappez e alimentava la “ilusiòn” dei suoi.
Nella ripresa, quasi immediato, arrivava il pareggio di Dinicolantonio. Che dire del buon Dini dal sinistro mortifero? Che anche stavolta è stato grande. Chiuso, bloccato, asfissiato dalla perfetta difesa dei Celtic, ha visto più scarpate (lecite, sia chiaro!) che palloni per lunghi tratti di partita. Ha avuto 3 palloni buoni: due li ha concretizzati, sul terzo è stato sfortunato.
Tuttavia, associare i termini Mappez e sfortuna, dopo un match del genere, appare un tantino fuoriluogo. I fatti: a 4 minuti dal termine un meraviglioso diagonale di Romeo sembrava dare la vittoria ai Celtic, quanto mai desiderosi di tornare, 3 anni dopo, nell’elite montettiana.
Invece, due minuti dopo, L’EPISODIO. C’è una punizione per la Mappez, la barriera si piazza a una distanza che non piace all’arbitro. Costui fa arretrare i due uomini, e ammonisce pure Romeo. Nel mentre partiva un pallone che andava a gonfiare la rete celtica. Mentre sul campo e sugli spalti partivano le esultanze più sfrenate, i Celtic si riversavano sull’arbitro e lo accerchiavano: a loro dire, probabilmente, la barriera non era ancora piazzata ed il portiere non era pronto.
Rege diventava viola, mentre uno dei più indemoniati era “Pippo” Bardine, sapientemente sostituito dalla panchina.
Era quindi extra-time, come poche volte si è visto nella storia del torneo. I Celtic parevano tornati in sé, e giocavano un pelino meglio. Trovavano il tempo di cogliere una traversa, ma il risultato non si sbloccava. Si sbloccava, invece, a 30 secondi dal termine del secondo overtime: Rege, immenso fino a quel punto, lasciava 2 metri di campo a Dinicolantonio. Il leader della Mappez aveva un nanosecondo per aggiustarsi il pallone e scatenare l’inferno. Lo faceva: 3-2.
Tutto finito? Puah. I Celtic sparavano un pallone in area, e lo spiritato Romeo, con una padronanza tecnica da professionista, stoppava, controllava, si girava, scagliava: 3-3. Mamma mia.
Ai rigori è andata come è andata: una squadra se ne va a festeggiare, mentre gli altri, scuri in volto, sfilavano alla spicciolata. Qualcuno era sull’orlo del pianto, qualcun altro si sforzava di salutare, altri se la prendevano con l’arbitro. Cose normali. E’ la dura legge dello sport. Ma è giusto applaudire entrambe le squadre: hanno giocato bene, si sono rispettate e hanno dato una lezione a qualche spettatore un po’ troppo…partecipe. E poi noi romanticoni abbiamo avuto l’assist di Ravecca. Che volere di più?

In un clima quasi scarico, e saturo di emozioni dal match precedente, sono scese in campo Ferramenta Fosella e Pepe Nero. I foselliani perdevano anche Bonansea, ma recuperavano Checco Strà, che nonostante i problemi al naso ha voluto esserci a tutti i costi. E forse sono state tutte queste assenze a dare slancio ai ragazzi in maglia bianca: uniti e compatti come non mai, hanno giocato la miglior partita nel momento del bisogno. Guidata da un irresistibile Strà, prototipo di “giocatore pensante”, la compagine guidata in panchina dallo squalificato Finamore ha offerto sprazzi di Montetto-Champagne, lasciando pochissimo margine a una Pepe Nero un pizzico deludente. Il primo tempo si chiudeva sul 2-0 grazie un bel destro di Ruffini e a una rete di Fosella a porta vuota, a coronamento di una magistrale azione corale.
Quando abbiamo parlato di Pepe Nero deludente ci riferivamo solo alla prestazione, non certo all’assenza di occasioni. Per esempio, un paio di palle buone finivano sulla testa di Buraglia, che però era l’uomo sbagliato al posto giusto. Eppoi, sempre sul 2-0, un missile da fuori veniva incredibilmente sventato da Guelfi, che con un intervento a mano aperta chiudeva a chiave la sua porta. Esaurito il primo forcing buzzurro, la Fosella ne faceva altri due: prima Ciarmela trovava l’incornata vincente a seguito di un corner (ma che dormita della difesa…), poi l’altro Fosella-brother chiudeva con un diagonale l’ennesimo contropiede guidato da Strà.
Sul 4-0, Pepe Nero si dava l’ultima scossa e aveva anche un briciolo di sfortuna. Prima un missile da fuori si stampava sul palo, poi arrivavano i due gol: una testata del generoso Tilesi ed un tiro da fuori del gioiello Foce. Era una bella Pepe Nero, quella che si è vista negli ultimi minuti. Dalla loro panchina, infatti, si è udito forte e chiaro: “Avessimo giocato dall’inizio con questo schieramento…”. Ma in semifinale ci andava, meritatamente e smentendo i pronostici dei bookmakers, la Ferramenta Fosella. A parlare dopo il match ci ha pensato Maurizio Finamore, mister per una notte: “Per noi è un risultato importantissimo, ancor più bello perché maturato nella situazione più difficile. Noi teniamo tanto al Montetto perché ne amiamo lo spirito: abbiamo respirato la polvere di Pegazzano e Rebocco e ne siamo fieri”. Tutto vero, poi il capitano dei bianchi ci racconta un simpatico aneddoto su come è nato il suo rapporto con il torneo.
“Si girava al Molo, una sera, quando un amico mi ferma e mi chiede se il giorno dopo avevo voglia di giocare. Gli chiesi di che colore dovevo portare la maglia, e mi rispose che l’aveva lui, che era un torneo. Pensa te, avevo confuso il mio esordio al Montetto con una semplice amichevole”. Poi, per Finamore è arrivata l’esperienza con i Gelacticos nel 2004, prima di mettere su una nuova squadra, appunto la Ferramenta Fosella. Per loro è la terza semifinale consecutiva: dopo tanta sfortuna, che il 2007 sia la volta buona per fare un passetto in più? “Chiaro che ci speriamo. Poi, se tutto va bene, in semifinale dovremmo essere al completo”. Storie (belle) da Montetto.

Stasera ultimi due quarti di finale. Il Pollaio vi ha già raccontato con quale spirito i reds affronteranno gli Outsider di Barabini, in un’altra partita in odore di supplementari e/o rigori. Nell’altro match, la Flainer del recuperato Mastrantonio cerca il miracolo contro la Quicksilver, che appare effettivamente favorita. Ma la palla è rotonda, il campo è rettangolare, sono quasi le 6 del mattino, noi siamo stanchi…
Tamburrini
 
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aquilotto
19.7.2007 ore 20:05
aggiungi una cosa..che quel nano con il fischietto per mostrare la sua palese incapacità nel suo ruolo ha ricevuto anche dei soldi...veramente uno schifo..ma la cosa più bella è stat che riusciva a scontentare tutti,e a noi dalla prima partita in cui mi ha espulso ci ha presi in giù e non ne abbiamo più avuta una buona
aquilotto
19.7.2007 ore 19:07
grazie evergreen(il tuo nome è affine a noi!!)..questa partita era tutto tranne un quarto di finale..purtroppo ci ha visti sconfitti ai rigori ma questo non intacca minimamente il nostro spirito..siamo gia pronti per la nuova edizione!! - sky + old style
igorzaniolo
17.7.2007 ore 21:33
purtroppo per la partita essenziale è tornato fantozzi ad arbitrare e i risultati si sono visti mah!!!
evergreen
17.7.2007 ore 20:25
anche stavolta una perla dell'arbitro ha condizionato tutto....però devo dire grande partita piena di emozioni e gesti tecnici da altre serie!
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