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Un po' di paura, poi al telefono: "Tutto ok"
Tamburrini
16 Luglio 2007 ore 05:49, (Eventi SPM: Montetto)
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Brutto episodio al Montetto. Un ragazzo si sente male, spaventando un po’ tutti. Poi, per fortuna, sembra che l’allarme sia rientrato. Con Flainet e Outsider si definisce il quadro dei quarti.
Ci sono volte in cui fare retorica può essere divertente. In questi articoli, per esempio, ne facciamo uso per esaltare le gesta dei miti da Montetto, eroi di quartiere che rendono gustose le nostre sere d’estate. Quante volte avremo benedetto Trasimaco e Gorgia, che oltre 2.500 anni fa furono i primi a usarla. Anche grazie a loro il Montetto è un evento.
Ma ci sono volte in cui il concetto di retorica si appiccica a quello di luogo comune, ed uscirne fuori è dura. Dopo quello che è successo stasera, per esempio, potremmo scaricare valanghe di frasette preconfezionate, del tipo “stasera il calcio passa in secondo piano”, “dovremmo riflettere su queste cose, quando ci scanniamo per un gol o ci lamentiamo per gli arbitri” e via discorrendo. Proveremo a non farlo, e limitarci a raccontare cosa è successo, o meglio cosa abbiamo visto e cosa ci è stato raccontato.
Pianazze, ore 21. Si è appena concluso un combatuttissimo incontro tra Flainet e Viveur di Fiori Monica, un vero e proprio spareggio per sancire quale squadra del girone C accompagnerà i Polli nei quarti. Il match è vibrante, combattuto, si avverte tensione positiva e le risate da Montetto non mancano. Tuttavia lo sguardo di molti si sofferma su un ragazzo accasciato in mezzo al campo. Vomita, o almeno così sembra.
Rimettere dopo una partita di calcio non è la più usuale delle cose, ma nessuno sembra dare troppo peso all’accaduto. Mentre le squadre del match successivo sono già in campo, però, lo stesso ragazzo di prima è riverso per terra, fuori dal campo, girato su un fianco e attorniato da un capannello di gente. Quello che abbiamo visto, lo ammettiamo, ci ha un po’ spaventato. Era come attanagliato da una sorte di tosse spezzata, che sembrava impedirgli di respirare. L’ovvia chiamata al 118 non tranquillizzava i presenti, anche se sembra che non abbia mai perso la lucidità.
Il resto sono scene di ordinario sgomento: arrivano gli addetti del 118 (con tanto di auto medica), il ragazzo viene caricato sull’ambulanza e dopo qualche (lunghissimo) minuto veniva portato via, mentre il match delle 21 iniziava in un clima quasi surreale.
Fortunatamente, notizie confortanti arrivavano da chi gli sta vicino: “Tutto ok” è stato il messaggio recepito, e che il buon Delfino ci ha riferito. Sperando vivamente che sia davvero tutto a posto, dobbiamo rimarcare come questo torneo da tre anni a questa parte abbia un po’ di sfortuna.
Nel 2005 saltava il ginocchio di Bollentini, e l’anno scorso Bisti si lussava una spalla. Bruttissimi incidenti, ma pur sempre episodi traumatici, in qualche modo gestibili.
Invece stasera, lo ammettiamo, un po’ di paura c’è stata. Sperando che da domani i brividi montettiani tornino ad essere, per esempio, le esultanze di Dini o le galoppate di Barabini. Da domani e, possibilmente, per sempre.

Con un briciolo di esitazione nelle dita, proviamo a battere due righe sulle vicende agonistiche della serata. In una partita vivacissima, come dicevamo, la Flainet veniva a capo di Viveur e centrava i quarti di finale all’ultimo tuffo. La partita, ricca di spunti e parecchi rovesciamenti di punteggio, era decisa da un gol a pochi minuti dalla fine, che permetteva a La Planeta e compagni di centrare un obiettivo che dopo la prima partita sembrava impossibile.
Nel frattempo si chiudeva il girone D. Una delle cose più divertenti del torneo, forse passata inosservata fino a oggi, e il modo in cui i giocatori della “Fratelli Luigini Outsider” accolgono l’arrivo di Marco Barabini. Esultanze quasi da stadio, come se il numero 7 blu fosse il loro Messia. Effettivamente…
Opposti alla già eliminata Denti Stretti, i finalisti del 2006 hanno chiuso la pratica in un attimo. Dopo 6 minuti erano già sul 2-0, e il loro unico interesse era vincere con il maggior scarto possibile. Infatti, in caso di pareggio nell’altro match, la differenza reti avrebbe fatto…La differenza.
Barabini dava spettacolo: a volte si perde in leziosità fine a sé stesse, ma vederlo galoppare palla al piede è uno spettacolo. Probabilmente è il giocatore più rapido con palla tra i piedi mai visto nel torneo. Forse solo Romiti dei Blues (qualcuno lo ricorda?) era a quel livello.
Assistito da validi scudieri, Barabini faceva il bello e il cattivo tempo nella metà campo granata, e a trarne benefici era il compagno di reparto Tiscione, non a caso apparso in difficoltà nel primo match, ancora orfano di Flash-Barabini. Il primo tempo si chiudeva sul 4-0, e solo nella ripresa l’incontro aveva una parvenza di equilibrio. Forse gli ultimi 20 minuti sono stati gli unici del torneo in cui la Denti Stretti ha trasmesso una buona impressione. Comunque mitragliata dalle sortite degli Outsider, la squadra in granata ha retto l’urto e, senza un paio di disattenzioni avrebbe chiuso almeno il secondo tempo in parità. Invece finiva 9-3, con i portieri Simoncini e Colombo bravi a sventare un grappolo di occasionissime, che sarebbero state buone solo per gonfiare il tabellino.
Adesso gli Outsider, per questo Montetto sponsorizzati dalla mitica ditta di spurgo pozzi neri, trovano i Polli. Match attesissimo, remake della semifinale 2006, quando proprio un sinistro di Barabini a tempo scaduto regalò a suoi una finale che non avrebbero mai giocato. Si, ci sarà da divertirsi.
Nell’altro match del girone, nulla da fare per i ragazzi dell’AC Colombaio, che per l’ennesima volta vedono sfumare il sogno-quarti dopo averlo annusato a lungo. Il team dei fratelli De Biasi, rinnovatissimo rispetto alle passate edizioni, diceva addio alle speranze di qualificazione perdendo per 4-0 il match spareggio contro Quick Silver. Di quello che si è visto negli ultimi minuti dell’incontro, perdonateci, è meglio non scrivere niente.


Ps. Anche se molti di quelli che leggeranno questo articolo sapranno chi è, ho ritenuto corretto non scrivere il nome del ragazzo di cui ho parlato a inizio articolo. (R.B.)

Tamburrini
 
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