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Un urlo nella notte: Mappez!!!
Tamburrini
8 Luglio 2007 ore 05:24, (Eventi SPM: Montetto)
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Gli amaranto vincono al fotofinish l’attesissima sfida contro Pepe Nero. Intanto sboccia una nuova protagonista, Quick Silver Cafè, che stende la Denti Stretti. Pareggio tra Outsider e AC Colombaio.
Che il torneo abbia già avuto il suo “turning point”? E’ questo l’interrogativo che appassionati e studiosi di Montetto si pongono al termine di questo vivace Saturday Night.
C’era stato un gran parlare, il giorno d’apertura, sui progressi di Pepe Nero, il team del buon Delfino. E’ indubbio che i canarini siano la squadra più migliorata nel corso degli anni.
Forti di una buona organizzazione e di un contagioso entusiasmo, gli ex-Buzzurri hanno avuto la capacità di diventare, da matricola, a potenziale corazzata del nostro torneo.
La vittoria all’esordio, poi, un rotondo e convincente 5-0 contro Settimo Leone, aveva autorizzato commenti entusiastici e previsioni audaci. “Occhio a Pepe Nero, sono una delle favorite”, si sentiva dire in giro per la città. Abbagliati dalla novità gialla, pochi si erano accorti della Mappez campione in carica, autrice di un ottimo esordio.
Il calendario ha così proposto la sfida tra due delle squadre più montettiane che ci siano. Ed è stata sfida maschia, combattuta, ma soprattutto tesa. Anche la meno affilata delle lame sarebbe bastata per tagliare la tensione che si respirava alle Pianazze, durante un match giocato davanti a un buon pubblico, in prevalenza simpatizzante per Pepe Nero.
I gialli avvertivano la responsabilità del loro nuovo ruolo, mentre gli amaranto bramavano dal desiderio di ribadire le gerarchie. Il canovaccio tattico del match non è stato dei più fluidi: si è giocato a sprazzi, senza grande ritmo, ma le folate sono state di grande qualità.
Il primo tempo si è concluso sul 2-1 in favore di Pepe Nero, squadra che basa il suo gioco su una grande solidità difensiva e un’organizzazione di gioco senza eguali, condita da un affiatamento sempre maggiore. Affiatamento che è il punto di forza anche della Mappez: gli amaranto fanno del Montetto un perché, e si vede. Ogni azione sembra l’ultima, ogni giocata profuma di solennità e ogni gol è il compimento della “sacra missione”. Lo si è visto nel secondo tempo, quando lo spettro della sconfitta si materializzava ogni minuto di più sulle teste di Cozzani e compagni.
Dopo alcune parate del portierone, che contenevano l’esuberanza della truppa Buzzurra, ben guidata da Delfino e da un Buraglia sempre più convincente, l’arbitro assegnava un calcio di punizione dal limite. A incaricarsi della battuta, tanto per cambiare, Rui Tdini. Il mancino non era dei più angolati, ma vi era dentro così tanta rabbia, adrenalina, voglia di Montetto…Che la palla si è infiammata al punto da piegare i guanti al pur egregio portiere di Pepe Nero. L’esultanza di Dini e della sua panchina erano il simbolo di una squadra che non molla mai.
A quel punto l’inerzia della partita girava, e nei cuori e nelle menti dei ragazzi in amaranto balenava in testa una “malsana” idea: vincere.
Con Pepe Nero traballante, il gol del 3-2 arrivava nel più classico dei modi: in contropiede. La Mappez riusciva ad orchestrare un due contro due in velocità, la palla finiva sui piedi del caldissimo Dinicolantonio, che con un sinistro chirurgico puniva il portiere in uscita, e rimandava i progetti di grandezza di Delfino e compagni. Erano ormai le 23 di un sabato sera fuori dal normale, quando le tre fischiettate dell’arbitro emettevano un paio di sentenze: la prima riguarda la Mappez. Puoi violentarla, prenderla a calci, camminarci sopra, infierire sul cadavere…Non ci sta nient’a fa: loro ci sono sempre. La seconda, non necessariamente negativa, è inerente ai loro pepati avversari: le premesse per diventare una corazzata ci sono tutte, a noi sembra che manchi solo un pochino d’esperienza. Ma quando mai la gioventù è un difetto?

Il resto della serata ha tolto il velo al girone D, quello capitanato dalla “Fratelli Luigini Outsider”, la squadra che secondo alcuni avrebbe meritato più di ogni altra il titolo 2006. Tutti si aspettavano i finalisti, e invece chi sbuca? Un branco di cavallette rumorose, di grigio vestite, che amano farsi chiamare “Quick Silver Cafè”. Gli storici del Montetto ricorderanno tracce di questo team nell’edizione 2005, con il nome “All Black”. Da allora tutto sembra cambiato. Opposti alla Denti Stretti, i sosia dell’Alessandria hanno impiegato la bellezza di 5 secondi per sporcare il tabellino. Pronti, via, i granata danno la palla all’indietro, cincischiano e un abbronzantissimo corazziere ne approfitta per sfondare la porta avversaria. Al di là di una Denti Stretti del tutto incapace di trovare l’amalgama tra vecchi e nuovi, ciò che ha colpito di Quick Silver è stata la solidità. Protetti da un portiere abile e spettacolare, i grigi attuano schemi spartani ma efficaci: grande abilità nel gioco aereo, una condizione fisica straordinaria e un centravanti-boa che tiene in costante apprensione la difesa avversaria. Il 6-0 finale è risultato sostanzialmente giusto, forse un pelino severo per una Denti Stretti andata vicino al pareggio nel cuore del primo tempo, ma autrice di errori e disattenzioni che contro avversari così non ci si può permettere: vedi il “mani” che ha concesso ai grigi il rigore del 2-0, o l’avventata uscita del portiere in occasione del 3-0.
Lasciano di stucco, infine, le difficoltà di La Ferla (autore di 8 gol nella scorsa edizione), lontanissimo dall’area di rigore e sempre spalle alla porta. Ma, ripetiamo, non è facile capire a che punto sia il confine tra meriti grigi e demeriti granata. L’unica verità è che, con Quick Silver, il torneo sembra aver trovato un’altra potenziale protagonista.
In apertura di serata, quando il sole faceva ancora capolino dalle parti delle Pianazze, Fratelli Luigini Outsider e AC Colombaio davano vita a un match molto equilibrato, in cui i finalisti della passata edizione hanno forse pagato qualche assenza di troppo: va detto, tuttavia, che si sono trovati di fronte una squadra ottimamanente organizzata e ben decisa a giocare il suo miglior Montetto di sempre. Appaiono lontanissimi, infatti, i tempi in cui De Biasi e compagni perdevano 18-1 dalla Sun-Benedetto o 27-5 dai Celtic Old Style, in una partita che ricordiamo bene perché qualcuno ebbe la grande (?) idea di farcela arbitrare. Adesso il team di Pegazzano può dire la sua, e lo ha dimostrato con forza. Un gioiellino come De Biasi junior, per esempio, lo vorrebbero in tanti. Ci ha colpito, inoltre, il numero 13. Non ne conosciamo il nome, ma si tratta di un elemento di assoluto valore che si è presentato firmando un gran gol più o meno dall’altezza del centrocampo. Alla fine la partita, tra ribaltamenti vari, si è conclusa sul 3-3, lasciando apertissimo il girone. Curioso che nella ruota “Montetto 2007” sia già uscito per due volte il pareggio. Chissà che vuol dire, dobbiamo pensarci su. Voi avete qualche idea?
Nel rispetto del programma, la domenica proporrà ben 3 partite: Settimo Leone-AC Giannetti, per tornare in vita nel girone A, e la seconda giornata del girone B, con il prestigiosissimo Kawasaki Cintoi-Ferramenta Fosella e l’interessante Celtic-Fulgor Vicci. Ma al Montetto si sa, chissenefrega di chi gioca: l’importante è esserci, respirarlo. Amarlo.
Tamburrini
 
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