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Outsider, la variabile impazzita
Tamburrini
19 Luglio 2006 ore 02:32, (Eventi SPM: Montetto)
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Barabini e company evitano la riproposizione integrale delle semifinaliste 2005, ma che fatica! In una serata dai finali-thriller, continua il sogno della Ferramenta Fosella. Fulgor e Kawasaki fuori con rabbia e onore.
Tra i nostri (molti) difetti, c'è quello di conoscere piuttosto bene la discografia di Max Pezzali. Tra le canzoni meno note dell'ex-883 ce n'è una, intitolata "La volta buona", che parla di come un dettaglio, una casualità, una fatalità (tragica, fortunata, o entrambe) possano cambiare la nostra vita in un attimo.



Bene, dopo le partite di ieri, siamo convinti che questo pensiero possa essere esteso anche al microcosmo del Montetto. L' oggetto dei nostri pensieri, ahiloro, sono la Kawasaki Cintoi e la Fulgor Vicci: hanno annusato la torta delle semifinali, l'hanno messa a tavola, hanno preso la forchetta, e quando stavano per morderla...Hanno trovato il piatto vuoto. Con una profonda sensazione di impotenza: manco il tempo di riprendersi che la torta era già nelle pance della Ferramenta Fosella e degli Outsider. Il tutto grazie a dettagli, casualità, fatalità.



Il primo match della serata vedeva la Ferramenta Fosella contro gli eporediesi della Fulgor Vicci, decisamente rigenerati dal weekend passato a Riomaggiore, nonchè circondati di entusiasmo: abbiamo sentito il nostro corrispondente dal Canavese, che ci ha parlato di oltre 2000 tifosi davanti al maxischermo sistemato in Via Palestro (la Via Prione di Ivrea, per capirci).

Esaltati da un clima più che favorevole, gli orange partivano benissimo e si portavano subito in vantaggio con un gol di Miky. Dal canto suo, la Ferramenta Fosella faticava ad entrare in partita anche in virtù dell'assenza di cambi.

Sotto la direzione del pittoresco Montini, l'inerzia del match cambiava quando un micidiale uno-due del team del Termo ribaltava il risultato. Una percussione di Zucco, tuttavia, riportava il match in parità.

La partita vedeva ancora un gol per parte, e a pochi minuti dal termine tutto lasciava presagire i tempi supplementari. Poi, ecco la serie di casualità: F. Fosella si fa male a un ginocchio e impiega qualche minuto a riprendersi. In quel lasso di tempo, un traversone finisce tra i piedi di Miky, che con un delizioso pallonetto beffava Guelfi in uscita. Ivrea in paradiso, e l'abbraccio tra il bomber orange e il portiere appena battuto sembrava poter essere l'immagine-simbolo della partita.

A complicare la vita ai Fosella ci si metteva una storta alla caviglia di Strà, che per qualche minuto doveva uscire dal campo. Vistosamente zoppicante, rientrava per l'ultimo assalto...Il destino ha voluto che proprio lui firmasse il pareggio. Il 5-4 foselliano giungeva quasi d'inerzia, con gli orange ancora allibiti nonchè colpevoli di non aver sfruttato un paio di ghiotti contropiedi sul 4-3.



Nel complesso è giusto così, almeno per due motivi: la Ferramenta Fosella ha giocato meglio, tenendo palla a terra e cercando sempre l'azione ragionata, mentre la Fulgor andava a strappi, alimentata dalle giocate del già citato Miky e dell'estroso Tognari. Poi, suvvia, diciamolo: i bianchi di Finamore hanno un grosso credito con la sorte, dopo quel che accadde l'anno scorso. La loro favola va avanti: Giovedì li attende la Mappez, presente in forze in tribuna per studiare i prossimi rivali.

Crediamo che la Fulgor Vicci possa comunque essere contenta: dopo il disastroso esordio hanno sfiorato la semifinale con un gioco semplice e funzionale. Per organizzazione e dedizione, ci ricordano vagamente i Polli, peraltro più che noti a capitan Cabano. Se la nostra impressione fosse giusta, teniamoli d'occhio l'anno prossimo.



Priva del cecchino Geissa, la Kawasaki Cintoi è scesa in campo con rabbia e convinzione, certa di poter eliminare l'anomala corazzata-Outsider. Valeva tutto, anche i giochi psicologici: leggendaria la frase del portiere De Vincenzi: "Dai che non è un portiere!", riferita al suo omologo Colombo.

Colombo che merita un paio di righe: intanto per la divisa, una maglia della nazionale, non sappiamo se di Italia '90 o USA '94, che lo rende il portiere più trendy del torneo. Poi, tornando seri, per le capacità. Un pò incerto nella prima partita, si è rivelato un ottimo goalkeeper. Stasera, per nulla turbato dalle pressioni avversarie, nel primo tempo ha fatto un paio di miracoli poi rivelatisi decisivi.

Gli Outsider si sono portati in vantaggio grazie a un erroraccio del numero 2 cintoista, che anzichè spazzare si è avventurato in una giocata di fino che ha liberato M. Barabini solo davanti al portiere. Il pareggio di Ceccarini dava ossigeno ai molti che, alla SNAI, avevano puntato sull'impresa della Kawasaki. Invece, tra una parata di Colombo e un'incursione dell'asse Tiscione-Barabini, i Cerino Boys chiudevano il primo tempo sul 3-1, dando l'impressione di giostrare a proprio piacimento i ritmi della partita.



Il secondo tempo, invece, metteva a nudo i limiti degli Outsider. L'abbiamo scritto qualche riga fa: sono una corazzata anomala, e vale la pena spiegare il perchè. Intanto perchè si presentano in pochi (7 contati ieri, addirittura in 5 contro SPB), poi, a dire il vero, non è che il loro gioco sia così scintillante. Specie in difesa, le lacune ci sono, e sono chiare. Tuttavia, forti dei fratelli Barabini e di Tiscione, capaci di accelerazioni devastanti, oltre alle capacità del già citato Colombo, possono andare in gol in qualunque momento.

Ma torniamo al match: incitati dal pubblico, i neri di Rappa trovavano l'insperato pari con Barsaglini e Fiordisaggio. Ed ecco, inesorabili, le fatalità: il bomber-organizzatore, fino a lì sonnecchiante, portava addirittura in vantaggio i suoi segnando il più bel gol del torneo. Traversone da destra, inzuccata in piena torsione e palla sul sette: meraviglioso. Gioia sfrenata per gli All Blacks, a un passo dall'impresa.



A 3 minuti dal termine, però, la difesa guidata da "Ivan Drago" Cioni fa quello che non doveva fare: fallo al limite dell'area. Il destro di Barabini è chirurgico: 4-4.

I supplementari sono dietro l'angolo: Montini ha già chiamato i 2 minuti di recupero, quando c'è un corner per gli Outsider. Il destino fa si che la palla esca dal campo, e si perda un pò troppo tempo per recuperarla. I neri perdono un filino di concentrazione, palla al centro e zampata di Meriggioli. Outsider in semifinale, Kawasaki a casa, luci del Bonanni che si spengono.

Che dire? Forse, per il cuore e il gioco espressi, gli uomini di Rappa avrebbero meritato l'extra-time. Purtroppo per loro, "La volta buona" ha sorriso agli Outsider, per una volta senza meriti particolari. Oggi va così, domani va colà. Succede anche al Montetto.



NEWS: l' happening di Sabato, ultimo atto del Montetto 2006, è anticipato di un'ora per motivi logistici legati al campo. Si comincerà, quindi, alle 19 con la "finalina" per il terzo posto. Finalissima alle 20, a seguire la premiazione.

Tamburrini
 
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Valdivara
19.7.2006 ore 21:35
Cos'è maury fai polemica? Vuoi dividere lo spogliatoio? ;) la mia era una considerazione di rammarico, mica dico che sarebbe andata x forza diversamente...
maury
19.7.2006 ore 18:21
coi se e coi ma non si fa la storia... cmq usciamo a testa alta dal torneo! peccato non aver potuto prender parte alla "battaglia" sul campo
PaoloJ
19.7.2006 ore 12:58
Sono Pablo della Fulgor Vicci: vorrei fare i complimenti a miei compagni di squadra che hanno dato tutti l'anima x questa partita, ai nostri avversari della Ferramenta Fosella che ci hanno creduto più di noi e meritano il passaggio del turno, e agli organizzatori(Rappa,Dini,lo stesso Bisti e gli altri) per aver realizzato un gran torneo nel quale sono prevalse lo spirito di competizione ma anche grande rispetto e amicizia per gli avversari.
colo
19.7.2006 ore 10:53
La maglia è un residuo bellico di Italia ?90..non vorrei dire cazzate ma mi sa che il 5 era il numero di Ferri.
Valdivara
19.7.2006 ore 10:31
Grande kawasaki!!! nonostante le molte assenze (nn mancava solo Geissa) i miei compagni hanno messo difficoltà la squadra favorita, restano grandi rimorsi: se eravamo al completo magari andava diversamente...
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