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AC Giannetti: la fine di un ciclo
Filippo Lubrano
12 Luglio 2006 ore 14:58, (Eventi SPM: Montetto)
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Dopo l'onta dell'uscita nel girone - prima volta nella storia del club pegazzanino - la dirigenza pensa ad un nuovo corso. Senza dimenticarsi di ringraziare.
La pizza dal Capolinea dopo la partita coi Polli - è l'11 luglio 2006, ed alla fine del torneo, quello degli altri, mancano ancora due settimane - si carica di rimandi allegorici.

E' finito un ciclo, ed è inutile negarlo. Nei mesi in cui la fine del calcio nella penisola è procrastinata da una Coppa dorata di 5 chili o poco più, al Montetto non sono gli scandali a chiudere un'era, ma forse solo la mancanza di motivazioni.

Non dò l'addio al calcio, perchè il calcio non mi ha mai dato il benvenuto, e forse tanto vale scendere a compromessi: tre partite all'anno, più per esserci che per chissà che altro, i parastinchi nuovi di cui vado fiero, la voglia di condividere uno spogliatoio con un gruppo storico, un po' di orgoglio per quella scritta davanti sulla maglietta, che ricorda un'estate di tanti anni fa, i primi passi in un campo che a me sembrava vero, ed invece mi hanno spiegato poi che non era che una ciofeca.

L'AC Giannetti esce ignominiosamente al primo turno del torneo del Montetto, 0 punti in 3 partite, senza appello, senza ricorsi, senza scusanti (l'imbarazzante assenza di Guido non può costituire, da sola, una motivazione: chi ha deciso che fosse lui il secondo tesserato lo sa bene). Non era mai successo, così. Pensavamo di aver toccato il fondo con l'uscita nei quarti dello scorso anno, ed invece.

I segnali premonitori c'erano tutti, certo, ma un disastro del genere era forse fuori da ogni logica previsione.

E' in questi casi, pare, che è necessaria una svolta, no? E, generalmente, il commiato inizia dai ringraziamenti. Così farò io, ma saranno ringraziamenti effettivi e circostanziati.

Il primo della lista è il Posto, che nell'ultima partita del torneo è ritornato ad essere la saracinesca che ricordavamo gli scorsi anni. Senza di lui, non oserei immaginare una mia squadra al Montetto.

Poi vengono tutti gli altri compagni di squadra, certo: Erri, grinta e maniere rudi, l'Alge senior e quello junior, splendidi modelli del difensore che avrei voluto essere, avessi scelto la via del calcio, il Piè, anche se quest'anno il calciomercato forse poteva lasciarlo stare, il Damy, protagonista non ingombrante, il Cecco, anche se deve ancora 30 euro al Dini e poi ha avuto la brillante idea di stirarsi a 3 giorni dall'inizio del torneo, e poi Fra, indimenticabile leone di centrocampo, poco-genio-e-molta-sregolatezza Bofis, e giù fino al grandissimo Franchino, rivelazione di quest'anno, a Lama-Jacopino, infaticabile motorino di centrocampo, e a tutti quelli che, prima o dopo, hanno vestito la maglia dell'AC Giannetti - e sono tanti - e magari un giorno torneranno a farlo.

Senza dimenticare chi ha avuto a cuore le sorti di questo torneo, e non l'ha lasciato morire neanche quando è apparso finalmente chiaro che quest'anno facevo sul serio, e col cazzo che l'avrei riorganizzato (anche l'uomo paziente ha una soglia di sopportazione, non ci crederete). Penso pertanto a Grappa e a Rui Tdini, certo, ma anche a chi si è accorto da tempo che questo torneo è ben diverso dagli altri, come l'infaticabile cronista Ricky*, o i ragazzi dei Polli, puntualissimi con le loro edizioni dell'esilarante "Pollaio", o al Giampa che quando c'è bisogno sa anche infilarsi il fischietto in bocca e darsi da fare, oltre che lamentarsi come fanno gli altri 160/170 elementi del torneo.

Se in 7 anni questo torneo è arrivato ad essere questo, un argomento di discussione più scottante della finale del Mondiale, un pretesto per ritrovare un gruppo di amici a cazzeggiare sulle gradinate di un campo, uno splendido fenomeno di aggregazione, un ricettacolo di balordi, un modo per liberarsi dai problemi della vita di tutti i giorni, almeno per 60' scarsi, se tutto questo è possibile, dicevo, è merito soprattutto di personaggi così.

Ed è per questo che, se l'anno prossimo potrò ancora dare il mio contributo a questo torneo, vorrei trovare delle contromisure alla crescita smisurata del livello tecnico, che rischia di far scomparire quelli che un tempo erano davvero i "fenomeni" del Montetto, e che ora rischiano di finire come comparse. Ci vogliono dei correttivi, e ci vogliono subito, perchè penso sia una missione di questo torneo salvaguardare la presenza di squadre come quella del Bertu, che incarnano forse meglio di qualsiasi altra - e per fortuna che altri l'hanno già fatto notare - la filosofia del Montetto. Qualche idea ce l'ho già da tempo: bisogna solo valutare se c'è comunità d'intenti.

Tutelare i piedi a banana, a mio modo di vedere, non è un'opzione, ma una scelta obbligata, per promuovere l'idea del calcio complementare che avevo in testa un po' di tempo fa. Quando il Montetto per me era il Camp Nou, e la sabbia fine mi entrava nei polmoni, ma non la sentivo.

Ma per il momento in pochi devono guardare al futuro: per molti altri l'obiettivo è focalizzato su un bellissimo presente. Buon proseguimento di torneo a tutti, allora: il Montetto dalle tribune sarà ugualmente divertente.

*dato che qualcuno ancora fraintende, leggete il nome degli autori degli articoli in alto sotto al titolo del pezzo, please.

Filippo Lubrano
 
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igorzaniolo
17.7.2006 ore 14:44
compliomenti adesso spedisco il tuo fax al ministero dell'interni cosi vediamo se abbiamo qualcuno con qualche problema con lo stato!!!!!
igorzaniolo
17.7.2006 ore 14:43
compliomenti adesso spedisco il tuo fax al ministero dell'interni cosi vediamo se abbiamo qualcuno con qualche problema con lo stato!!!!!
aquilotto
17.7.2006 ore 14:41
complimenti filo per il tuo "atteggiamento" dietro le quinte del montetto...davvero...in facciata questi articoli e dietro altre mosse.non me l aspettavo proprio,devo essere sincero.
maury
13.7.2006 ore 18:10
l'importante è continuare a portare avanti lo "spirito del montetto"... senza di quello non si va da nessuna parte! Il livello tecnico si è alzato quando abbiamo abbandonato il campo tradizionale. I giocatori "professionisti" (chiamiamoli così) non venivano a giocare nella sabbia tra le dune del campo sotto il sole cocente...
aquilotto
12.7.2006 ore 18:22
complimenti per il torneo..due squadre storiche sono fuori...onore a noi e a voi..ciao grande.matte
Tamburrini
12.7.2006 ore 15:39
Complimenti Filo, bellissimo pezzo. Sulla crescita del livello tecnico la mia idea è simile alla tua, ma ho l' impressione che i buoi siano usciti dal recinto. Si può evitare di farli scappare dal prato, forse. E' certo che bisognerà discuterne - serenamente, costruttivamente - a torneo finito.
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