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Pronti, via: il nuovo Tempio è il Bonanni
Filippo Lubrano
3 Luglio 2006 ore 14:23, (Eventi SPM: Montetto)
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Il commento della prima giornata a cura di Riccardo Bisti.
E' stato un giorno speciale, oseremmo dire storico, per i tanti aficionados della (ex?) Pegazzano's Cup: dopo 6 edizioni passate a spallonare sulla sabbia, dove accanto ai premi più tradizionali non avrebbe guastato quello per il calciatore più lercio, il Montetto 2006 parte all' insegna dell' erba sintetica.

Meno foriera di fascino, forse, ma portatrice di indubbi vantaggi per il confort dei giocatori e, chissà, per il livello tecnico della competizione (ma qui, siate clementi, concedeteci qualche riserva...).

La nuova Mecca del calcio montettiano è il Campo Bonanni, situato in una stradina tra Rebocco e la Chiappa: a parte qualche problema di ricettività (vedasi parcheggi insufficienti), l' impianto ci è piaciuto. Terreno di gioco piccolo, almeno 10 metri più corto dei normali campi a 7 (e non è detto sia un male, visto che di aspiranti mezzofondisti ne abbiamo visti pochi...), e novità più bella rappresentata dagli spalti: la bella gradinata a ridosso del campo di gioco favorirà senz' altro un buon flusso di spettatori, in altri tempi costretti in piedi al ridosso del campo di gioco (tipo i campetti di Rio De Janeiro, dove però si esibiscono gli aspiranti Pelè...) o, al massimo, in panchine dalla ridotta capienza e dalla visuale approssimativa.

Infatti, incuranti degli oltre 30 gradi di questo 1 Luglio, alcune decine di tifosi si sono ritrovati ad assistere ai match inaugurali del Montetto, coraggiosamente incastonati tra Inghilterra-Portogallo e Francia-Brasile, partitine da niente giocate un migliaio di chilometri più a nord.

Tra tante novità, la cabala ha voluto che le ostilità fossero aperte da AC Giannetti e Celtic Old Style, due tra le squadre di maggior tradizione in chiave montettiana. Stavolta l' hanno spuntata i verdi di capitan Rege, come sempre baluardo difensivo di una squadra tosta e incisiva sulle fasce, seppur priva del portiere.

4-3 il risultato finale, frutto di un allungo decisivo a metà secondo tempo. A nulla sono valsi il gol del 3-4 e il vivace assedio finale per gli uomini di Lubrano, che comunque si sono battuti più che dignitosamente. Per i campioni del 2004, adesso, diventa decisivo il match contro la Fulgor Vicci.

Per i Celtic, invece, ci saranno i Polli campioni in carica, ieri facili vincitori sugli appena citati Orange. Partita più o meno a senso unico, dove la classe dell' Imperatore Gelli è passata sopra le incerte difese della Fulgor, in rete su punizione ma mai pericolosa per lunghi tratti del match. Sui Polli possiamo dire di averli trovati laddove li avevamo lasciati: agguerriti e super-organizzati. Da non perdere il match contro i Celtic, che chiarirà le idee sulle ambizioni di entrambe le compagini.


Il primo caso del Montetto 2006, invece, riguarda la Fulgor Vicci: incuriositi dal loro completo arancione e dal nome del loro numero 7, ci siamo addentrati in ostiche e difficili ricerche, ma abbiamo svelato l' arcano: la squadra in questione è in realtà l' Ivrea, team neo-promosso in C1. Stessa divisa degli eporediesi, e presenza in campo della star Zucco, figlio del vicepresidente. Quindi oppiamente bravi i Polli, capaci di battere una squadra di professionisti. Onore per il torneo, poi: c' è una squadra che, pur di presenziare al Montetto, ha coperto i 319 km che separano lo stadio Gino Pistoni dal Bonanni.


In chiusura di giornata, prima mezza sorpresa del torneo: la Mappez, già sfortunata in sede di sorteggio, è caduta per 9-5 contro gli Outsider. Sospettiamo che li saranno non solo di nome, ma anche di fatto. Una cosa è certa: il girone D appare d' acciaio. Ne vedremo delle belle.
Visto che si parla di Mappez, spendiamo le ultime righe per complimentarci con Matteo Dinicolantonio (ed Enrico Rappa, obviously): tra mille difficoltà, hanno messo in moto una macchina organizzativa tutt' altro che facile, e si stanno sobbarcando il bubbone lasciato in eredità da "Kill Phil" Lubrano, "padre" e inventore del torneo. Tra una ventina di giorni valuteremo meglio il loro operato, ma le premesse per un bel torneo le hanno create. E non è poco, credeteci.
(Riccardo Bisti)
Filippo Lubrano
 
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