Spezialmente.it
 
Lo stato dell'arte a Spezia? Di salute
Filippo Lubrano
23 Gennaio 2009 ore 10:44, (Notizie: Editoriali)
  • commenta  condivisi su:    http://www.wikio.fr  
Reportage ad ampio respiro dalla mostra “Nuove Generazioni”, dedicata ai giovani artisti della provincia.
Nuove Generazioni crescono. E dialogano, si confrontano, s’impollinano, negli spazi che vengono loro dati, o in quelli che si prendono da sé.

Incontriamo Matteo Sara ed Enrico Formica, curatori della mostra per artisti locali under 25 e under 32, in una sorta di intervista in itinere, che inizia al Castel San Giorgio, prosegue al Centro Allende e si chiude in via Manin. “Sono aumentati gli spazi, e quindi le occasioni” esordisce Matteo, che vede nella pedonalizzazione del centro uno dei maggiori agenti di spinta della nuova primavera artistica della nostra provincia. L’aumento degli artisti è dunque causa o conseguenza? Lo stesso Sara non scioglie l’enigma: “sono cose che vanno di pari passo”. Ed è forse questo in effetti l’unico modo possibile di approcciarsi al mondo dell’arte, che troppo spesso è letto coi paradigmi di bilancio, che vanno benissimo per le liste della spesa che nei momenti di magra come questi vanno giocoforza di moda, eppure sono necessariamente miopi, non vanno oltre l’apparenza mentre l’essenziale, si sa, è invisibile agli occhi, e ha ricadute immateriali, di lungo periodo. Sara si presta al gioco, e s’immerge con noi nella “nuova generazione” di artisti made-in o moved-to La Spezia. “Indubbiamente c’è quantità” ammette Sara, che è consapevole che questi nove/diciotto artisti sono la punta di un iceberg che sotto la linea di galleggiamento ha un sostrato di ghiaccio enorme, costituito da chi l’arte l’affronta di petto, ma davanti al pc, con quegli ulteriori spazi invisibili ed eterei, online: “ma c’è anche qualità. Alcuni fanno arte ad alto livello da tempo, altre sono sorprese. Ma il tessuto è fervido”. A dimostrarlo, ci sono i numeri. Ed i nomi. Che qui sono 18, come i prescelti ad esporre nella doppia sede di Nuove Generazioni, ma sarebbero anche di più (primo degli “esclusi” è il 22enne Alessandro Ratti, che al momento si trova in Bulgaria, ed ecco spiegata la sua assenza). Un dedalo complesso, fatto di immagini, video, installazioni site-specific, altre pretenziose, ma mai banali. Si comincia dal Castello, che Nuove Generazioni abita di video come ping-pong, ammiccanti come quelli di Jaya Cozzani, o arricchisce di istantanee eteree come quelle delle Apuane viste da Grazia Cantoni, o adorna del tratto elementare di Riccardo Tedoldi, che quasi è scherzo, o di quello di Giuseppe Emma, in cui già si riconoscono indizi che si possono ricondurre quasi a una corrente spezzina, inaugurata da Baricchi. E ancora fa riscoprire sotterranei cupi a cui aggiunge ombre Consuelo Giorgi, ambiguità Matteo Bertocchi, autoreferenzialità Irene Malfanti, sorpresa Eleonora Rossi, libertinità l’ormai parigina Laura Mergoni. Dialogano meno con lo spazio le opere del centro Allende, che comunque un filo conduttore, seppur involontario, ce l’hanno, dalla strada lastricata di dettagli di Glenda Acerbi al “percorso” metafisico di Veronica Viotto, dagli scarafaggi di Federica Balzarotti ad altre paure, più intestine, come quelle di Elena Della Rocca, giù fino all’Amsterdam dei manifesti di Bolognini e alla Venezia che rimanda ad Istanbul di Corinne Mazzoli, al trittico di impercettibili differenze del minore degli Emma, ai giochi infantili di Alessio Gianardi che nulla dà per scontato, fino all’interazione spiazzante del manichino chiodato di Chiara Passalacqua.

Formica non si permette di dare mappe proprie, solo tiene a precisare che quello che vediamo non è frutto del caso, ma di una programmazione che è sempre più necessaria nel processo artistico, dalla creazione alla gestione: “L’apertura del Camec, di nuovi giornali, la proposta strutturata di mostre, la presenza del liceo artistico, hanno cambiato completamente faccia allo scenario cittadino: oggi ne cogliamo finalmente i frutti, con una classe di artisti colta, già parzialmente formata, in ogni caso sicuramente informata. Gli artisti oggi dialogano tra loro, si usano gli uni con gli altri, come modelli o come aiuti, si confrontano: c’è uno spirito di squadra raro in questo ambiente”. E che non diresti possibile, in una città come la nostra, e in un settore che storicamente ha sempre prodotto stuoli di egocentrici e personalità forti ma intrattabili.

Sara, come di consueto, parla ancora fuori dai denti, nel bene e nel male: perché tanto è stato fatto ma tanto resta ancora da fare. Nel male, prima: “Il lavoro di recensione sulla stampa è praticamente inesistente” dichiara in questo pezzo che purtroppo solo parzialmente lo smentirà; nel bene, poi: “Mi sbilancio, e faccio due nomi: Laura Mergoni, per il suo rigore formale e tecnico, e la sua coerenza nei temi trattati; Alessio Gianardi per gli under 25: è un artista già maturo, che ha già un suo linguaggio definito, credo sia pronto, a modo suo”. Alessio ha un modo gentile di schermirsi: “Faccio l’artista perché non so fare altro”, dichiara, fingendo di ignorare che non saper fare altro non è condizione né necessaria né sufficiente. Allora la mette in maniera diversa: “Fare arte per me è una questione di autoterapia: devo curarmi, e allora, semplicemente, non posso smettere”. Averne, però, di malattie così.



Fonte: "La Gazzetta della Spezia"

Photo: courtesy Ilaria Zappelli
Filippo Lubrano
 
Vota l'articolo
Per votare l'articolo è necessario esser registrati alla community.
Informazioni sull'articolo: 2791 letture
Commenta
Attenzione!
  • Sun-TIMES s.r.l. declina ogni responsabilità circa il contenuto dei commenti degli utenti della community relativamente agli articoli della redazione giornalistica di Spezialmente.it. L'autore dei commenti si assume interamente la responsabilità penale e civile di ciò che scrive.
caratteri rimasti
Per commentare l'articolo è necessario esser registrati alla community.
Pubblicità
Spezialmente.it, testata giornalistica on-line iscritta al Registro Stampe del Tribunale della La Spezia n. 6/08 in data 24/12/2008.
Proprietario: Sun-TIMES S.r.l. - Editore: Ass. Culturale Spezialmente.it, - Direttore Responsabile: Francesco Pelosi. Redazione: redazione@spezialmente.it