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Piepoli a Genova, Spezialmente al Giro
Francesco Pelosi
23 Maggio 2007 ore 00:10, (Notizie: Editoriali)


Attenzione: notizia della testata giornalistica "Spezialmente", attiva dal 7.4.06 all'11.4.08


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Spezialmente.it racconta il suo particolarissimo viaggio nella carovana Rosa, nel giorno di passaggio dalla Spezia. Un viaggio professionalcomico, per vedere uno spezzino d’adozione vincere in terra Genoana.
Di che colore ti senti oggi? Rosa. Rosa "Giro d'Italia". Un pò come il Rosso Ferrari, il nero fascista e il rosso comunista. Ad ognuno il suo, griffato, originale, unico. Il rosa per me è da sempre quello del Giro d’Italia e basta. Lo stesso che oggi ha colorato le strade della Spezia, baciando il centro e puntando alle sue montagne.

Mentre i 180 corridori partiti da Camaiore percorrevano Corso Cavour, Via Sauro e Via Filzi, una strana pattuglia di Spezialmente partiva alla volta del Santuario "Nostra Signora della Guardia", in terra Genoana. Nel mirino del Peugeottino c'è l'uscita di Genova Bolzaneto, da cui parte la salita del Santuario, la salita della giornata, la salita della vita e dei pass marchiati "Spezialmente.it", tanto faticati lo scorso anno. Ma per il 2007 ci siamo attezzati: fax, mail, sms, telefonate e raccomandate. A fine Aprile la conferma: il pass è nostro, siamo salvi. Paghiamo il casello, ci avviamo… Giro, arriviamo!

Mentre Parra, Losada, Ardila, Dupont, Baliani e Hincapie azzannano i tornanti del Passo Biscia, con il gruppo distanziato di quasi 5 minuti, noi attacchiamo in perfetto oario (13.45 circa) l'imbocco della salita verso il Santuario, l'inizio della salita per i corridori, l'inizio dell'erta anche per noi. Il "Sig. giro d'Italia" (uno dei milioni che ci sono, non vi preoccupate) ci ferma, ci pennella con un "non si passa" e ci manda a spigolare. Telefonate che volano, nomi noti del giornalismo disturbati e finalmente il numero di uno dei responsabili accrediti, padroni del Giro-stampato. Obiettiamo la situazione "abbiamo mandato tutto, non c'erano problemi". Obiezione accolta, telefonata passata, sbarra alzata. Saliamo.

Parra, Losada, Ardila Dupont Baliani e Hincapie menano di gran lena in discesa. Ci credono, si incitano, si danno cambi a girare. “Oggi si apre il giro vero, ma se acquistiamo qualche minuto in più, forse ce la facciamo”, questo il pensiero dei sei. Su eurosport la diretta è già cominciata, l'atmosfera si scalda, i tornanti si contornano delle persone arrivate sin dal mattino. Spezialmente sale per le strade che da li a poco vedranno una pagina di grande ciclismo, ricevendo sorrisi e qualche sguardo interrogativo dai tifosi assiepati in attesa dei loro tre minuti di libidine visiva. A metà salita, però, altra sbarra. Questa volta è la polizia giudiziaria. Arrivano corridori in bicicletta, dirottati. Arrivano auto di varia provenienza, rimbalzate. Arriviamo noi, zero possibilità di passare. Arriva Moser e Fondriest (se uniamo i due palmares, copriamo tutte le corse mito del ciclismo internazionale). Non passate. "Ma siamo parte dell'organizzazione, siamo rappresentanti della Mediolaum, uno degli sponsor (e io penso: sono Moser e Fondriest perdio!)". La guardia è intransigente, il volto secco e duro, il tono simile a quello di un Genovese a cui sono stati chiesti dei soldi. "Non passate, mi spiace".

Ci avviciniamo noi, sorriso sul volto, fax dell'accredito in mano, la frase pronta per provarci: "Ci ha autorizzato il Signor... siamo accreditati come stampa". La risata non è arrivata per rispetto. Ma non demordiamo: richiamiamo il sergente-capo accrediti, passiamo il telefono al genderme e ascoltiamo: "…Ad ogni modo non si fa così, io le posso credere, ma dovreste imparare ad organizzarvi meglio – ma non eravamo al giro d’Italia? - Comunque li farò passare, responsabilità sua". Non ci possiamo credere, Moser non passa, noi si.
Passano anche i fuggitivi dal rischio d'assorbilmento nei mangia e bevi dopo il Biscia. Il gruppo mena, giudato da Liquigas, Lampre e Surnier, ma i sei collaborano e viaggiano bene, vedono Lavagna, la percorrono e puntano verso Rapallo. Ci sono ancora 70 chilometri, una salitella e la biscia verso il Santuario, ma si vive per sognare, non per mollare. Il gancio vale anche per i giornalisti Spezialmente: passano la barriera delle guarde giurate e salgono. I tifosi si risvegliano dalle pennichelle, attaccano striscioni, guardano sorridenti il Sol Leone e scrutano dentro le macchine che salgono. La polizia municipale, due Skoda dell'organizzazione Giro d'Italia, la Peugeout di Spezialmente.it. Tutto normale, no?

Arriviamo al Santuario: le curve già colme di persone, i tifosi al sole che lottano per un posto in transenna, lo speaker che annuncia il lancio di berretti, i giochi della carovana e il distacco dei fuggitivi, 3 minuti secchi ai meno 50 dall’arrivo. Nel gruppo lavora la Liquigas, con il duplice obiettivo di vincere la tappa e regalare la maglia rosa da nonno a Brontolo Noe, ma si muove bene anche la Surnier per capitano Simoni, affiancato dall’incognita Riccò, giovane spregiudicato eppure emergente. Il tempo scorre veloce, tra un saluto e l’altro, l’arrivo di altri tifosi, la scorta tecnica, i fotografi (grande Pisoni di Ciclonet, forse anche lui sorridente perché complice del nostro stesso crimine: essere un po’ giornalista e un po’ imbucato). I corridori sono vicini all’imbocco della salita, i fuggitivi si frattagliano, vantano pochi secondi e temono. Continua alla fine solo Parra, che verrà mangiato ai meno 8 dalla cima. Ma il gruppo non è l’unico cannibale: un efferato vigile del comitato nazionale carabinieri bistratta la stampa locale: “avete il vostro spazio più in alto” (si, seicento metri dopo l’arrivo, dove di corridori non se ne vedrà neanche uno, tanto valeva stare a casa). Ma quest’anno l’astuzia è maggiore, ci confondiamo tra i giornalisti vips – eggià, anche tra gli accrediti ci sono diverse gradazioni! – sorridiamo ad altri ragazzi di una tv locale e ascoltiamo la telecronaca. Si muovono Di luca, Ricco, Simoni. Insegue Cunego, controllato da Pellizzotti e Noe. Salgono forte i corridori, si scremano, lottano. E parte Piepoli. Chi è? Il furetto della Puglia, nato in svizzera, vissuto in giro per il mondo, emigrato in Spagna e soprattutto Spezzino d’adozione. Stava a Marinella, per l’esattezza, sino ad un paio d’anno fa. Un mezzo spezzino che vince a Genova? Beh, c’è di che scriverne.

Vince proprio Leonardo Piepoli, mentre indossa la maglia rosa Noe, con un tributo immenso alla sua costante carriera. Passano in rassegna tutti i corridori e Spezialmente.it è lì, a guardarli, a sentire cosa dicono e ad elettrizzarsi per i tanti volti noti. Per vederli ci sono volute lotte, salite a piedi e tanto sudore, ma lo spettacolo che regala uno sport a biglietto gratuito esente violenza, non ha paragoni.
Francesco Pelosi
 
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Sun-PELO
23.5.2007 ore 22:17
La sto facendo diventare una mania ... : )!
essenza
23.5.2007 ore 19:36
ci sn 1 pò troppi pezzi sul ciclismo xò eh ;)
rosko
23.5.2007 ore 10:58
Incredibile...
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