Spezialmente.it
 
Giro d’Italia: parte il Giro: andrà avanti o tornerà indietro?
Francesco Pelosi
11 Maggio 2007 ore 14:01, (Notizie: Editoriali)


Attenzione: notizia della testata giornalistica "Spezialmente", attiva dal 7.4.06 all'11.4.08


  • -
  • +
  • commenta  condivisi su:    http://www.wikio.fr  
Intestini di un mondo sportivo denigrato dai più, a cui vengono sotratte attenuanti importanti dal quarto potere. Un messaggio d’informazione e riflessione, alla vigilia del 90° Giro d’Italia.
La vicenda di Ivan Basso porta alla ribalta il tema del doping, ancora nel ciclismo. Che dire, per una persona molto vicina a tale movimento, la notizia non può essere che triste, lugubre uanto un necrologio. Ma ci sono sassolini che pesano e realtà distorte che fanno ancora più male. Parlo dei controlli, che di sicuro piomberanno a fiotte - come è giusto che sia – sui corridori della carovana, ma senza il rispetto e il buon senso richiesto ad un comune mortale. Per tre anni, dal 2000 al 2003, i Nas sono piombati alle 4 di notte nelle camere degli atleti, trattandoli da criminali e chiedendogli di prostrarsi all’autorità pubblica. Cosa che è stata fatta, sia chiaro. Ma chi è vicino ai corridori, chi, in maniera forse anche un po’ parziale - una volta tanto! - è vicino al mondo del ciclismo in un momento tanto difficile, si chiede cosa succederà. Perché nessuno dice che l’ambiente deve andare avanti così, ma neanche deve fermarsi, come moltissimi chiedono. Cavolo, non si fermano gli altri sport, afflitti da altrettanto gravi problemi, perché dovrebbe fermarsi il secondo sport nazionale Italiano? Il brutto è che a volte lo chiedono anche coloro che non se ne intendono. Coloro che non hanno mai vissuto il ciclismo. Coloro che sono guidati dai media, che pensano che i ciclisti, soltanto perché bersagliati, anzi, massacrati per primi su questo tema dal quarto potere (la stampa), siano i giuda dell’ambiente sportivo, coloro che tramano il male, che vivano in totale omertà e falsità. Magari lo sono, ma non sono gli unici per dio, ed è questo uno dei punti che fanno male. La gente pensa indistintamente che siano tutti dei drogati. Curati, drogati, seguiti, ci sono molte accezioni per definire la componente artificiale di uno sport che si basa sulla fatica, ma non c’è invece un variegato livello di opinioni, una stratificazione delle sentenze, una diversità nelle tonalità accusatorie. No, in quanto a opinioni, le sfumature sono minime e le visioni contrapposte: o tutte bianche (pochissime) o tutte nere (tantissime).

La cosa che disgusta, a poche ore da un Giro d’Italia che fa tremare gli addetti ai lavori perché potrebbe cadere, per non rialzarsi più, è che la legge non è uguale per tutti, e che il messaggio di polemica al doping viene privato di alcuni suoi ingredienti. Per esempio del fatto che i ciclisti sono gli sportivi in assoluto più controllati al mondo. E la statistica non è un opinione: tanti più ne controlli, tante più probabilità hai di trovare quelli “sporchi”. Ma non solo. I ciclisti, è bene che si sappia, sono gli unici sportivi ad oggi a prestarsi – anzi, prostrarsi - a qualsiasi tipo di controllo proposto. Urine, sangue. Incrocio approfondito dei due. Dal 2007, anche analisi del dna. DNA ragazzi, il dato più personale e sensibile che abbiamo. L’unica cosa esclusivamente tua. L’unico elemento che ti codifica da cima a fondo manco fossimo nel compilatore di Matrix. Questo lo sanno i cittadini? Penso di no. Come non sanno che nel laboratorio di Fuentes, il mago-stregone Spagnolo che aveva le sacche di sangue di Ivan Basso e di altri illustri corridori (Ullrich in primis), hanno trovato di tutto, per tutti. Lo stesso dottore, che una volta smascherato a vuota completamente il sacco, si è detto perplesso (vedi gazzetta dello sport di tre settimane fa) del fatto che nella sua agenda clienti risultavano nomi di ciclisti, si, ma anche di tennisti, calciatori e chi più ne ha più ne metta. Lo stesso dottore si chiede come mai si sono accaniti tanto e solo sul ciclismo, senza andare a pizzicare gli altri sportivi malandrini.

Ma la legge, si sa, per alcuni è più uguali che per altri, e in un paese che cerca disperatamente di riprendersi, il mondo del ciclismo rappresenta uno dei capitoli neri di conferma dello stato malsano della società. E va debellato. Tant’è, si va avanti, con il Giro che parte, per la sua 90^ edizione. Parte dalla Sardegna, si spera con furore. Arriverà a Milano, si spera ancora integro. Si spera ancora vivo e vegeto, magari con qualche nuovo campione tirato fuori dal cilindro (ne parleremo più avanti). Si spera. La speranza è l’ultima a morire, e oggi potrebbe esserci rimasta solo quella.
Francesco Pelosi
 
Vota l'articolo
Per votare l'articolo è necessario esser registrati alla community.
Informazioni sull'articolo: 3 commenti, 16693 letture
Commenta
Attenzione!
  • Sun-TIMES s.r.l. declina ogni responsabilità circa il contenuto dei commenti degli utenti della community relativamente agli articoli della redazione giornalistica di Spezialmente.it. L'autore dei commenti si assume interamente la responsabilità penale e civile di ciò che scrive.
caratteri rimasti
Per commentare l'articolo è necessario esser registrati alla community.
Sun-PELO
11.5.2007 ore 17:12
E per la lunghezza delle tappe, le hanno già limitate molto, ma non sta li il problema, che è sempre legato alle prestazioni, che devono essere sempre al vertice. Per i dottori, mai detto che è colpa loro: chi di dopa sa esattamente quello che fa. La differenza che volevo mettere in evidenza è criminalizzare uno sport, fargli terra bruciata intorno mentre in altri settori sportivi gli atleti si RIFIUTANO di fare i controllo (i ciclisti, pur dopati, dicono si a tutto).
Sun-PELO
11.5.2007 ore 17:09
No, intendo rispetto per la dignità dei ciclisti, che anche se fossero tutti dopati, sono pur sempre persone. Nessuno va a sindacare se c'è gente che per rimanere attiva tira di coca o si beve una brocca di caffè, o per essere più brillante si ubriaca. Anche li non c'è rispetto per se stessi e per gli altri. Ma nessuno merita di essere svegliato nel cuore della notte, come fosse un criminale, dopo aver percorso migliaia di km, quando potrebbero essere controllati senza problemi al mattino.
essenza
11.5.2007 ore 16:27
senza offesa eh, ma bisogna parlare di rispetto verso i ciclisti quando i nas fanno i controlli a sorpresa? ma se sn ciclisti stessi ke nn hanno rispetto nè del loro fisico nè del loro sport! se nn ti fai ALCUNA SOSTANZA (dal vivin c alla + spaccante sostanza dopante) nn c'è bisogno dei controlli. colpa dei medici ke nn sai cosa ti rifilano? ci credo poco. piuttosto colpa degli organizzatori ke fanno tappe di 250 km in cui uno o muore o...! tappe + corte = nn ti bombi. no?
Pubblicità
Spezialmente.it, testata giornalistica on-line iscritta al Registro Stampe del Tribunale della La Spezia n. 6/08 in data 24/12/2008.
Proprietario: Sun-TIMES S.r.l. - Editore: Ass. Culturale Spezialmente.it, - Direttore Responsabile: Francesco Pelosi. Redazione: redazione@spezialmente.it