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Gli untori onesti
Filippo Lubrano
23 Febbraio 2007 ore 10:52, (Notizie: Editoriali)


Attenzione: notizia della testata giornalistica "Spezialmente", attiva dal 7.4.06 all'11.4.08


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Anti-comunicato stampa della presentazione del nuovo sito: ancora a tediarvi con gli intenti. Ma non diteci poi che non vi avevamo avvertito.
Com’è che inizia un comunicato stampa? “Grande successo ieri al Megamania per la festa…”

No. Allora, ricominciamo. Tagliando i convenevoli, e procedendo per folgorazioni.

Parto da un passaggio nel blog di Fabio Andreani, il nostro programmatore. “Spezialmente è una specie di pecora nera del web”. Mi piace: la faccio mia. Argomentandola: non è solo questione di audio e video. Mi piace pensare che questo sia uno dei pochi posti rimasti dove c’è davvero qualcosa da dire. Un po’ per nostre lacune: non siamo riusciti a trovare sponsor in grado di zittirci, di condizionarci. Un po’, anche per filosofia: perché per farci condizionare e zittire, beh, di certo non ci svendiamo (le occasioni non sono mancate, insomma: in sostanza, non lo faremo mai).


La splendida eterogeneità della fauna accorsa ieri al Megamania per la presentazione del nuovo portale ci riempie gli occhi e il cuore: calciatori dello Spezia e amatori della Uisp, candidati sindaci che si mettono in posa per stringersi la mano e pallanuotiste introverse, giornalisti mai visti e giornalisti amici (solo cartacei, per l’amordiddio), cestisti professionisti e i nostri “giaguari” firmati Spezialmente (una sparuta rappresentanza, in realtà: ma chi c’era ha mangiato anche per il resto del quintetto), semplici utenti registrati e redattori, amici e staff (che da noi spesso sono sinonimi, per fortuna), gente venuta per salutarmi, che ringrazio, altri solo per poter dire “io c’ero”, il giorno in cui cadeva il governo (l'ultima volta era nevicato: scusate, non lo faremo più!) e nel frattempo si festeggiava il ricorrere di un evento che non credo abbia cambiato le vostre vite. Ma le nostre, sicuramente, sì.

Una festa in cui erano tutti così mischiati, gente di sport e di politica e di manovalanza e di studentati, a Spezia, si era vista raramente. E per noi è forse la soddisfazione più grande, l’attestato firmato e controfirmato che la filosofia di Internet può anche sbarcare nella realtà. Sdoganamenti non di poco conto.


“Sono Wolf, abbatto barriere”, direbbe Harvey Keitel se fossimo in un film di Tarantino: e se Burrafato c’ha già dipinto come le Iene di Spezia (più per l’abito che per forma mentis), vaffinire che siamo davvero sulla buona strada. Perché l’obiettivo è quello di permettere di dare voce anche a chi avrebbe idee, ma spesso corde vocali non all’altezza (come dice sua maestà Cristina nel suo saluto: grazie direttrice!), e perché vorremmo che le intelligenze venissero poi fuori, alla fine, come auspica Francesco nel suo, di saluto. Dal virtuale al reale, e viceversa: giù i muri tra giornalisti e utenti, giù le barriere tra Pagano e gli utenti del forum, perché chi l’ha detto che un ragazzino del liceo non abbia cose più interessanti da dire del politico più in vista della città? Su Internet, almeno, ha sempre funzionato così: e i diciottenni in t-shirt nel garage di casa sono i venture capitalists del futuro. Bella rivoluzione, davvero.

Il sito in sé e per sé, poi, può piacervi o meno: quello che conta, è che il seme della partecipazione (io la chiamerei democrazia, ma poi mi prendono per un integralista) si instauri lentamente nel vostro cervello, ad ogni lettura di articoli, ad ogni ascolto di audio, ad ogni messaggio postato sul forum. Altrove usano messaggi subliminali, noi almeno ve lo mettiamo nel libretto delle avvertenze. Untori onesti, per una pandemia consapevole: apprezzate almeno la trasparenza.


Questo sito può creare dipendenza: lo sappiamo bene noi, che siamo i portatori (malati, malatissimi) del virus del cambiamento, predicatori pazzi in cattedrali della riviera, più assolate del Sahara. Ma in una città come la nostra, a pensarci bene, da perdere abbiamo poco. Mutazioni cercansi, come arieti per tutti i muri che ci restano da abbattere.


(almeno la voglia c’è)

“Esistono cinque categorie di bugie; la bugia semplice, le previsioni del tempo, la statistica, la bugia diplomatica e il comunicato ufficiale” (George Bernard Shaw)
Filippo Lubrano
 
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Roccaforte del Nord
25.2.2007 ore 10:31
Sono pienamente d'accordo con Filippo su quest'analisi, la serata di ieri sera ha voluto festeggiare un gruppo di amici che due anni fà anno creduto ad un sogno. Cambiare la mentalità di una città troppo ancorata a pregiudizi e modi di fare lenti e pachidermici dove non si riesce a cambiare nulla. Loro invece da giovani hanno voluto creare almeno nel web uno spazio giovane fatto e per i giovani per provare a farli uscire dal loro guscio. Sono felice di poter dire "io c'ero!!"
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