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La finanziaria su Topolino
Francesco Pelosi
12 Dicembre 2006 ore 20:32, (Notizie: Editoriali)


Attenzione: notizia della testata giornalistica "Spezialmente", attiva dal 7.4.06 all'11.4.08


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L'Italia dei paradossi sul giornalino più bello del mondo: un modo simpatico per sorridere di fronte a tante incongruenze. Due pennellate sarcastiche (e veritiere) sul fenomeno finanziaria 2007.
E' un'utopia, una fantasia di chi fresco e vigoroso si approccia alle dissertazioni sulla "cosa comune". Ma l'idea ti riempie il cuore di entusiasmo e ti allega una bella dose di ironia e voglia di sorridere che al mondo d'oggi non guasta mai. Il bizzarro pensiero è quella di poter leggere un giorno la finanziaria su Topolino. Si, proprio sul giornalino per under 14 - io lo leggo ancora oggi, sarà un problema? - dove fantasia e gusto si fondono insieme. Ben inteso, non in una storia-tipo classica, ma piuttosto su uno di quei racconti a più finali, dove devi scegliere che strada lo sventurato Paperino o l'avido Paperone dovranno seguire. Quando ti capitano quelle storie, non ti stacchi dal fumetto. Giu a leggere fitto fitto, fintanto che non arrivi alla fine, per poi tornare indietro e prendere la seconda e la terza via, che tanto due sbirciatine gliel'avevi già date ma ci tieni a legger tutto d'un fiato anche gli altri finali. Ecco, una finanziaria su topolino, grazie alla possibiltà di tornare indietro e vedere "gli altri" cosa avrebbero fatto, aiuterebbe il paese a ridere su qualcosa di serio che nessuno di noi sa/può definire con certezza. Come non esistono scarpe comode per ogni piede, così non esiste una finanziaria giusta per tutti. Perchè qualcuno avrà sempre qualcosa da ridire.



Allora bisogna ritornare a Topolino, guardare a quei fiabeschi personaggi per valutarne i lati positivi, che risiedono nel carattere e negli ideali: ognuno ha la sua linea di condotta, le sue caratteristiche. Riuscissimo nella realtà a salvare almeno questo!

Invece nel reality circus della vita tanta coerenza è irrealizzabile, così può succedere che una finanziaria di sinistra, da cui tutti si aspettavano quantomeno coerenza con i principi primi (e ultimi) dell'ideologia della sua area, portasse più benessere ai ceti medio bassi, più tasse ai benestanti, più sicurezze sociali e una maggior tutela del cittadino debole. La finanziaria 2007 invece ha batostato quelli che in Italia - passatemi il termine - remano più di tutti. La piccola media impresa pagherà caro il "nero” di alcuni suoi settori, la sanità farà qualche passo indietro - evviva i ticket! -, la macchina comune avrà ancor meno soldi rispetto alla contestatissima finanziaria 2006 e la formazione, linfa vitale per i cervelli del domani, farà ancora i conti con gli ennesimi tagli.



Ma la classe politica rispecchia la realtà singolare del paese e la coerenza rimane lontana dalle menti dei più. Mezza Italia, pentitasi di aver votato il "peggior" Paperon dei Paperoni Italiano, nel 2001, ha invocato il governo di sinistra reputandolo la Panacea per il domani. Ora che Prodi è su, alla prima scelta contestabile (ma forse necessaria?) della maggioranza, l'italia votante che fa? giù di critiche e insulti, con il conseguente crollo di consensi (vedi repubblica di novembre). Ma che politica degli elettori è questa? Si che siamo sempre la solita "Italietta", soprannome dispregiativo che ci continua a calzare a pennello, ma cerchiamo di fare i conti con la realtà e di provare a dare reale fiducia a chi è stato votato: l'italia che ha scelto Prodi&co, rimanga sulle sue posizioni già che non è una finanziaria a cambiare le sorti del paese. E' una linea politica coerente, un percorso di più anni che può migliorare o peggiorare la situazione. Il governo promette riforme importanti per il 2008, mentre la manovra 2007 servirà solo ad incamerare risorse e risistemare parte dei conti: usiamo allora un pò di lungimiranza, proviamo a fare un'analisi di più ampio respiro e comprendiamo che serve offrire sostegno e fiducia a chi lavora - li votiamo per questo, ricordiamocelo - per far crescere il paese.



Paperon de Paperoni, Gastone, Paperino: tutti hanno i loro pregi e i loro difetti. Alla lunga verranno fuori. Intanto noi comuni mortali, pure spezzini, torniamo a leggere Topolino, e facciamoci l'ennesima risata su un altro paradosso tutto Italiano: ognuna delle vie previste dal racconto, infatti, potrebbe condurre ad una manovra ideale, idillita e ovviamente irrealizzabile, dove i primi tagli sarebbero fatti con l’ascia da arabo e rivolti a tutti quei politici che una volta acchippata una poltrona, non la mollano più. Perchè possiamo dissertare su Tfr, aliquote, scontrini, ticket e quant’altro, trovandoci costantemente in disaccordo. Ma il taglio al numero dei parlamentari, ai loro sproporzionati privilegi e gran parte di tutto ciò che vi ruota attorno, mette d'accordo tutti, quasi fosse un provvedimento di diritto inviolabile, sacrosanto quanto il diritto ad avere sogni irrealizzabili.
Francesco Pelosi
 
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