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AAA, utenti in estinzione
Filippo Lubrano
17 Settembre 2006 ore 12:37, (Notizie: Editoriali)


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Breve viaggio nella fauna di Internet, tra personaggi e stereotipi. Usando Spezialmente come campione, inseguendo la chimera dell’”utente tipo”. Di Filippo Lubrano.
“Stanco di studiare l’infinitamente grande o l’infinitamente piccolo, lo scienziato si mise a contemplare l’infinitamente medio”. Le virgolette sottendono una citazione da un anonimo contemporaneo che trovo geniale per la capacità di dipingere con sottile - ma manco tanto – ironia una delle tendenze più diffuse dei nostri tempi: la ricerca dell’uomo medio.

In principio fu il marketing: perché la pecunia è ancora il motore che muove il mondo, e se vi hanno insegnato che l’economia gira con voi, imparate ad abituarvi all’idea che continuerà a farlo benissimo anche senza. Il cliente medio è un’astrazione mentale innalzata fino a categoria kantiana dai nuovi, veneratissimi, guru delle vendite. Prende il meglio – beh, certo, qui ci sarebbe da discutere… - di tutti i consumatori, assommando vizi a capricci, pur rimanendo – ah, qual mirabile cosa! – dopotutto intrinsecamente razionale: compra per diletto, alla tivù sembra guardi solo gli spot – in effetti, è il meglio di ciò che è rimasto impigliato nel tubo catodico -, si lascia impressionare dall’advertising che riveste come una scorza l’epidermide della città. Ma soprattutto, ama spendere. Con l’entrata in vigore dell’euro ed un esercito di precari che emergono dal sottosuolo come gli zombies di romeriana memoria, lui ama spendere. Ed è disposto a pagare di più uno stesso servizio, uno stesso prodotto, purchè ci sia la faccia di Valentino Rossi a promuoverlo, o il packaging sia sensibilmente più accattivante.

Ma non divaghiamo. Dopo il marketing, venne la politica (e a chi mancasse il link, si vada a riprendere l’ultima campagna elettorale di Rifondazione, quella della demagogia da Post-It e “Io vorrei”: ma come, anche Rifondazione? No, prima di tutto Rifondazione!). E con essa, ovvio, la ricerca dell’elettore medio. Tutto è funzionale alla ricerca di questo esemplare – vi sveliamo il finale: inesistente – , che talvolta viene ricondotto a più sub-esemplari che facciano capo ai modelli di dialettica di Mughini, di profondità di riflessione di Marzullo e di avvenenza di Sandro Bondi. Si spiegano così le lettere elettorali che ti arrivano a casa con il tuo nome scritto a macchina con un font che ricordi la calligrafia umana, i comizi nelle città più sconosciute per far vedere che la politica arriva anche lì, e non si scorderà nemmeno di te, nobile mezzadro di Barberino al Mugello, di te che sei un uomo in carne ed ossa, e dunque nient’altro che un elettore medio con qualche pacchetto optional in più.

La chiamano “customizzazione di massa”, e va molto di moda. In realtà, è una presa per il culo come la rivista-simil Famiglia Cristiana che mandava a casa Berlusconi. Forse pensano che non ci se n’accorga, forse qualcuno gli ha detto che c’è anche chi ci crede davvero, che al centro dei loro pensieri ci sia non l’elettore medio da cui tutto deriva ed emana, come l’Uno di Plotino, ma noi, proprio noi come singoli.

Su Internet, il gioco è invece quello di inseguire l’”utente tipo”. Il che, l’avrete intuito anche solo dalla giustapposizione, non è che una trasposizione dei due concetti poc’anzi esposti alla filosofia dei portali. Ma qui, la letteratura in materia è nettamente più vasta: sarà perché cronologicamente posteriore alle due antecedenti, e dunque capace di far tesoro dei primi errori di valutazione, sarà perché la gente che sceglie Internet è mediamente (potevamo fare un discorso diverso?) più creativa delle altre: insomma, sarà quel che sarà, ma qui è tutto un florilegio di nomi e stereotipi.

Basta farsi un giro per forum, blog e portali per farsi un’idea delle 3 principali categorie di utenti che popolano il web: andiamo ad analizzarle una per una, ordunque.

1. L’anonimo incallito. Dietro questa singolare categoria di utente si nascondono le peggiori turbe psichiche dell’animo umano. Slegato dalle catene della propria identità, questa tipologia di utente, che perlopiù raccoglie nelle sue schiere frustrati o depravati di vario genere, pensa di aver trovato in Internet una zona franca. Le intercettazioni telefoniche e le retate di hacker di cui si ha sempre più insistentemente notizia dovrebbero avergli insegnato qualcosa, ma evidentemente le sue motivazioni sono più forti di qualsiasi minaccia.

2. Il provocatore. Anche in questo caso Internet presta casi alla psicanalisi. L’utente provocatore inizia i suoi interventi in maniera per lo più compita, abbottonato ed in taluni casi brillantemente ironico. Poi, però, per un meccanismo ancora sconosciuto ai più insigni sociologi, il suo rapporto con la tastiera diventa subdolo, malvagio: per la fine del suo intervento, avrà insultato almeno una volta il Presidente del Consiglio, maledetto una qualche setta islamica ed inveito contro almeno 3 tifoserie avversarie alla sua. Talvolta, questa tipologia di utente può sovrapporsi a quella trattata al punto 1. E’ in questi casi che è fortemente consigliabile agli altri utenti di cambiare sito.

3. Il moderato. O meglio, presunto tale. Tipico di questa tipologia di utente è una cultura detta “usa-e-getta”: prima di scrivere su un qualsiasi argomento, dalla guerra in Libano alle tecniche di origami, fa accurate ricerche su Internet per documentarsi e fingere che la questione fosse al centro dei suoi studi da diverso tempo. Facendo ampio uso di copia-e-incolla, è sua abitudine inserire in frasi enciclopediche alcuni pensieri personali, che risultano pertanto palesemente stridenti, citando ovviamente fonti bibliografiche e sostenendo di star semplicemente riportando opinioni non sue. Spesso compare abbinato alla presenza della tipologia di utente numero 2: in questi casi, l’utente moderato può raggiungere nella discussione raffiche di digitazione di 60 lettere al secondo per argomentare le proprie tesi.

Numerosi casi umani che meriterebbero studi più approfonditi costituiscono eccezioni di raro interesse: dal genoano adottato nel forum dello Spezia Calcio ai casi di sdoppiamento di identità, dove ad un’unica persona corrispondono più username diversi, passando per i visitatori flash, quelli che se si fermano su una pagina per più di 4 secondi temono che gli esploda il mouse in mano, Internet presenta una biodiversità da far invidia al Chiapas.

E se profilazioni di abitudini e grafiche accattivanti sembrano essere il nuovo Eldorado, molti dimenticano che il sito più visitato al mondo presenta solo un logo disegnato con Paint, un campo di ricerca, ed un immenso sfondo bianco. Se una morale c’è, insomma, pare sia che sono i contenuti, più che la forma, a fare ancora la differenza.

Filippo Lubrano
 
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frenghe
23.9.2006 ore 12:06
mah..veramente io nn sono nè della claque (se si intende della cerchia di amici), nè conosco l'autore dell'editoriale... solo un parere...
hank816
23.9.2006 ore 04:31
Com'è trarre applausi dalla calda comoda tasca della propria claque? Divertente, no?
hank816
23.9.2006 ore 04:21
Com'è trarre applausi dalla calda comoda tasca della propria claque? Divertente, no?
frenghe
18.9.2006 ore 15:53
complimenti per l'editoriale! davvero bello...acuto e soprattutto.....vero! leggi...ridi...e poi ti accorgi che è la realtà!! tra tragedia e comicità!! salumi,frenghe
essenza
18.9.2006 ore 09:53
ahaahhah!! bellissimo filo, davvero un bel pezzo! :D
Tamburrini
17.9.2006 ore 22:47
In riferimento alle ultime parole del tuo articolo: meno male!!! :-)
Sun-PELO
17.9.2006 ore 15:37
Letto e divetito. Ora la domanda che sorge spontanea è.. Quale tipo di utente è solito visitare il nostro sito? O meglio.. delle 3 specie, quale comprende + visitatori del nostro SPM? La risposta ai posteri... o al primo vero aperitivo della Community!
kiroken
17.9.2006 ore 14:59
LoL! L'utente normale non esiste!
linus
17.9.2006 ore 13:54
bel pezzo filo!! ma la cosa migliore è il panda nella foto!! :D
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