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La Mente vola altissima
AGP
5 Settembre 2006 ore 12:54, (Notizie: Editoriali)


Attenzione: notizia della testata giornalistica "Spezialmente", attiva dal 7.4.06 all'11.4.08


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Grande successo di un festival che proietta sarzana nell'Olimpo della Cultura. Ma come è nata la manifestazione? Qualche ... "dietro le quinte", ed una storiella. Io e Valdano. di Alessandro Grasso Peroni
Premessa:
Questo pezzo avrebbe dovuto essere messo on-line giovedì scorso.
Le mie sempreverdi litigate con il pc ed internet (ma sono grande amico di tutti e due), mi hanno fregato questa volta.
Ed oggi, reinserisco, con qualche variante.
Ciao a tutti, siete Spezialmente fantastici.
Quando nell'ottobre del 2003 la mia fidanzata, Cristina, caporedattore ed Art director di Gente Viaggi, mi racconta che a Milano si vocifera di una grande manifestazione intitolata Festival della Mente, ma che soprattutto si terrà l'anno succerssivo a Sarzana, vado in brodo di giuggiole.Mi carico come di piu' non potrei (carica sessuale inclusa, ma solo per un momento!), e faccio qualche telefonata. Chiamo per primo il sindaco di allora ed oggi assessore regionale Renzo Guccinelli. Che mi conferma il tutto, partendo con un “Ma come te fé ad averlo savù”?, in perfetto dialetto sarzanese. Renzo mi dice che ci sono due milanesi che se ne occupano, Giulia Cogoli e Raffaele cardone. Li cerco, li aggancio e mi raccontano.
Ebbene Sì, a Sarzana dal settembre 2004 ci sarà questo Festival della Mente, prima manifestazione sulla creatività in Italia.
Per primo io do la notizia, accolta con grande entusiasmo anche dal capo della redazione sarzanese de La Nazione Francesco Antola. Autocelebrassiun!
E rimango in contatto con gli organizzatori, che una volta al mese mi informano degli sviluppi.
Dunque nasce il Festival della mente, con le date ufficiali, 4,5 e 6 settembre 2004, ma soprattutto nasce la lista degli ospiti. Uno spettacolo incredibil, basti pensare a questi eroi della mente:
Alessandro Bergonzoni, Edoardo Boncinelli, Dino Risi, Vincenzo Cerami, Giuseppe Cederma, Giulietto Chiesa, Vittorino Andreoli, Giuseppe Baresi, Massimo Caiazzo, Lella Costa, Daniele Formica, Beppe Cottafavi, Marco Di Gennaro, Umberto Galimberti, Giorgio Gallione, Luciano Garofalo, Farwin Pastorin, Jorge Valdano, Gore Vidal (questi mi sono venuti in mente tutti di un fiato, per gli altri, andate a consultare il sito www.festivaldellamente.it).
Insomma, l'attesa in me ed in tutti coloro che hanno visto Sarzana come l'ho raccontata in un editoriale di qualche mese fa (andate nell'archivio!!!!), è stata trepidante.
Inoltre a me, appassionato, innamorato del calcio, del giornalismo e della vita, toccò un grande onore.
Il comune di Sarzana convocò diciamo così, il cuore pulsante della città _ tra cui la mia augusta o poco augusta figura _ ed affidò loro (dunque anche a me, ribadisco), uno degli ospiti del festival.
Mi tocco' Jorge Valdano, uno che in campo era fortissimo con la maglia dell'Argentina del Real Madrid, uno che quando ha smesso di giocare ha fatto l'allenatore di calcio (e col Tenerife fece perdere due scudetti dicesi due al “suo Real Madrid), costruendo le basi per la rinascita della “Casa Blanca-Merengues”.
E che contemporaneamente è diventato un grande giornalista e scrittore. Leggete i suoi libri, non ve ne pentirete: si apriranno nuovi orizzonti sul calcio e sulla vita.
Voglio raccontare, ed apro una lunga parentesi, il mio incontro con Valdano.
Lo vado a prendere il giorno 3 settembre alle ore 14,40 all'aeroporto di Pisa, con la mia Punto Verde targata AV 951 KZ. Ero emozionato, andavo a prendere ed avrei accompagnato in giro uno dei miei idoli di calcio e scrittura.
Mi presento molto “carnascialescamente” all'aeroporto pisano con una locandina “artefatta” de La Nazione sulla quale c'è la foto dell'argentina campione del mondo 1986 (Valdano fece il gol del 2-0, prima dell'incredibile 3-2 finale), nonché la formazione della “Celeste”, quella “tipo”, scritta a caratterio normali fino al numero 10. Pumpido, Cuciuffo, Garé, Batista, Ruggeri, Brown, Burruchaga, Giusti, Enrique e Maradona... ed il nome di VALDANO a caratteri cubitali.
Leggo il “Chromaquie” (che sicuramente non si scrive cosiìe), l''aereo proveniente da Madrid è atterrato.
Attendo Jorge.
Che ad un certo punto, spunta fuori.
Io ero nascosto dietro la locandina testé descritta, mi sporgo, incrocio il suo sguardo incuriosito, e... valdano scoppia a ridere.
Con il mio spagnolo improbabile gli spiego che sono il suo accompagnatore, chi sono e chi non sono, e gli chiedo di firmarmi, subitissimo, con dedica speciale i suoi libri che ho nello zaino.
Jorge s'illumina e mi chiede di Sarzana, del festival, del calcio dilettantistico, della Sarzanese, dello Spezia.
Sono stupitissimo in modo positivo.
Mi dice di dargli del tu, mi tratta come se ci fossimo sempre conosciuti.
Mi chiama “Amigo”.
Mi dice di parlare pure in italiano che lui capisce lo stesso, e che è sicuro che io capiro' il suo spagnolo.
Insomma, tra noi si instaura un bellissimo rapporto.
Lo intervisto, faccio una pagina su La Nazione, che, se ce la faccio vi allego.
Una chicca: quando l'anno dopo Real madrid e Juventus sono accoppiati per gli ottavi di finale di Champions, per la gara di andata al Bernabeu Jorge invita me e mio fratello, a sue spese. Non ci siamo potuti andare alla fine. Recentemente è stato vittima di un grave incidente, il suo elicottero è caduto, si è salvato, meno male. Chiudo la parentesi.
In quel primo festival della mente, tutto incredibilmente funziono' a dovere. Soprattutto il rapporto tra visitatori e pubblico ed i protagonisti.
Indimenticabile una delle tre serate nel “dopo festival” alla Locanda dell'Angelo di Stefano Paracucchi.
Gore Vidal, insieme a Giulietto Chiesa, a Domiziana Giordano _ prima che decidesse di entrare nella “cagata-businness” dei reality shows (plurale) _ che viaggiava costantemente con lui, che spara a zero su Bush. Molto di più di quanto non fece due sere dopo. Vidal sentiva da morire l'avvicinarsi del terzo anniversario dell'attacco alle Twin Towers. Punzecchiato da Giulietto Chiesa: perle indimenticabili, chicche in Inglese, francese ed un italiano improbabilissimo.
La mente nostra e di tutti fece grandi passi avanti.
Luciano Garofano, comandante dei Ris chiese che non si parlasse del “caso Cogne”, ma lui stesso non ce la fece a rimanere senza alcun riferimento.
Furono tre giorni indimenticabili, inviati di giornali, rqadio e televisione come a Sarzana non se n'erano mai visti.
Io e tanti altri c'eravamo.
E c'eravamo anche l'anno scorso, quando alcuni, anche commentatori, osservatori e giornalisti locali _ ingloriosamente _ si fecero condizionare da un effetto “cassa di risonanza” a loro giudizio minore dei nomi dei partecipanti (e andate a vedere la lista sempre sullo stesso sito).
Essi, gli ingloriosi pessimisti e rompicoglionissimi individui (e “individue”), furono smentiti da un successo ancora più spettacolare.
Il festival della mente era la cosa che più ci voleva per fare in modo che Sarzana, quella che pensa davvero alla quale fieramente appartengo, compisse definitivamente il salto di qualità.
Sarzana città aperta a tutti i livelli.
E l'ultimo, conclusosi domenica sera è stato all'altezza di tutti gli altri?
No, lo ha battuto.
Luciana Littizzetto, eroina della parola, della simpatia.
Anche se ormai qualunque cosa ella dica, il pubblico la giudica spiritosa assai. Potenza del successo conclamato. Tanto che quando di aprono i cancelli della Fortezza Firmafede, c'è una corsa degna di quella delle bighe in Ben Hur per accaparrarsi i posti migliori. Lancio di borsette, giacche e golf per tenere i posti agli amici. Signore che litigano ed usano impropèri vari da scaricatori di porto.
Si è sentito nitidamente un dialogo (età nettamente sopra i 60...) di questo straordinario livello.
Una signora dice all'altra “Eh brava, col cazzo che tieni questi 5 posti. Io ho pieno diritto di occuparli”.
Eaton-Cambridge-Oxford.
Deve intervenire un agente di Polizia per dirimere la questione.
L'insultatrice ha la meglio sull'occupante.
Ma è stato bello il dietro le quinte di questo Festival.
Passeggi il sabato mattina _ nel mio caso... esco di casa _ e, come accade in diversi periodi dell'anno al Bar Massimo tra piazza Calandrini e via Castruccio trovi Giuseppe Cederna, che fa colazione con Silvio Soldini.
Michele Serra passeggia incuriosito ed imbolsito, insieme a Giovanna Zucconi.
Per il fine intellettuale, crogiolarsi sull'Amaca evidentemente non fa così bene.
Qualche anno fa a “I libri per strada” appariva èpiù curato.
E poi ancora, altri flash:
Flash dal festival. Tutti seduti di fronte al palcoscenico, in prima fila. Arriva uno dei 150 ragazzi volontari e chiede. «Scusate, siete autorità»? Domanda rivolta al sottosegretario Forcieri, al senatore Banti, al presidente della Camera di Commercio Aldo Sammartano e ad un’altra serie di vip grandi o piccoli. Potenza della semplicità. Bella questa scena: di fronte alla lotta per una sedia, acerrima nel caso dell’incontro con Luciana Littizzetto, si osserva in prima fila Matteo Melley, presidente della Fondazione Carispe, che fa sedere le signore a lui vicine, e che prende posto per terra, ridendo di gusto alle stoccate dell’ umorista. Onore a Toni Garbini. L’attore e regista, unico sarzanese ospite del festival, ha regalato momenti di grande gioia e fantasia ai tanti bambini che hanno seguito la sua lezione sui Viaggi di Gulliver. Nella serata inaugurale, Franco Tato’ e Marco Pogliani, in attesa del pubblico, scherzano in un tendone di piazza Matteotti praticamente deserto. Ascanio Celestini, si presenta all’Osteria dei Sani con una tavolata di 20 persone, e il gestore Michele Maggiolini lo riconosce. Resterà l’unico. Gastronomo attento, pubblico un po’ meno.
Ed ancora, chi c'è dietro il Festival della Mente?
Quando si legge… «festival organizzato dal comune di Sarzana», si fa un’affermazione generica. Dietro la definizione “comune di” ci sono nomi, facce, tanto lavoro per tutto l’anno e in particolare per questi tre giorni. Ed eccoli domenica notte tutti riuniti intorno ad un tavolo, capitanati dal primo cittadino Massimo Caleo, alle “Sorelle Gamba’s”. Come una vera e propria squadra, stremata ma felice di avere portato a termine il lavoro. Giulia Cogoli, direttrice del Festival insieme a Raffaele Cardone, si alza e ringrazia con il cuore le persone che non si sono risparmiate per la buona riuscita della manifestazione. Tra l’ala milanese e quella sarzanese che sta dietro al Festival della Mente, si è creato un feeling particolare, che giustamente è sconfinato nella stima reciproca anche sul piano umano e non solo professionale. Ma eccoli coloro che hanno messo in piedi il Festival, coordinati da Franco Bertolani. E che già cominciavano a parlare dell’edizione 2007, con la coppia Cogoli-Cardone che dice di avere «almeno già 4 ospiti sicuri ed importanti». Si tratta di Marco Arfanotti, Andrea Cargiolli, Cristina Cecchi, Salvatore Farris, Lorena Lazzini, Lidia Nardi, Luca Ravecca, Donatella Storchi, Luisella Tusini, Alberta Baruzzo, Carmen Bertacchi, Catia Caleo, Daniela Cecchini, Daniela Ferrari, Mariuccia Lombardi, Maria Teresa Olivieri, Loredana Righi, Liana Vaccà, Cinzia Baruzzo, Manuela Cavalli, Rita Di Casale, Stefania Folenghi, Simonetta Lucani, Alberto Tognoni, Carla Zanardi, Antonella Baruzzo, Laura Bedini, Anna Maria Cecconi, Carmina Fassari, Marcello Giorni, Francesco Menghini, Elesio Ponzanelli, Rosi Rossi, Riccardo Tognoni, Diana Bruni, Andrea Venturini, Angelo Bologna, Giacomo Faconti, Fabrizio Tognoni, Franco Chinchero, Roberto Cozzani, Luciano Stelitano e Luca Gianfranceschi.
Poi, da direttore di Spezialmente, voglio ringraziare tutti quelli della nostra squadra che sono stati tra gli oltre 20.000 spettatori del Festival. Siamo stati bravi, anche se possiamo fare di più e meglio, ovviamente.
AGP
 
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