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La Spezia s'è desta
Elena Voltolini
12 Dicembre 2010 ore 15:04, (Notizie: Cultura & Spettacolo)
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Con un linguaggio modernissimo e l'esperienza di Giovanni Minoli, la mostra racconta, in quattro tappe, la storia della Spezia nel Risorgimento, ma guarda anche alla città di oggi e alle sfide per il futuro. Alla Fondazioen Carispe sino al 27 febbraio
Dalla Spezia sono passati i grandi uomini e le grandi donne protagonisti del Risorgimento: da Cavour a Garibaldi, dalla Contessa di Castiglione a Domenico Chiodo. Dalla Spezia sono passati i sogni, le speranze e i progetti di molti che, poi, si sarebbero potuti chiamare italiani.
Storia locale e storia nazionale, ed anche storia dell’Unità nazionale, si sono intrecciate in riva al Golfo dei Poeti e qui ora, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Italia unita, rivivono in una mostra.

“La Spezia s’è desta” è un percorso in quattro tappe:
- l’oro d Garibaldi e l’ipotesi, accreditata anche da Giovanni Minoli, che all’interno della statua spezzina dedicata all’Eroe dei due mondi siano nascoste monete frutto dell’impresa dei Mille;
- “io sono io e me ne vanto”, la vicenda della Contessa di Castiglione, protagonista della più appassionante spy story dell’epoca, alla corte di
Napoleone III su mandato di Cavour.
- “Il conte e l’architetto”, ovvero Cavour e Domenico Chiodo;
-Un sogno in carenaggio, la figura di Domenico Brin e gli anni d’oro della Spezia.
Quattro tappe fondamentali della storia della città, quattro storie del Risorgimento spezzino, ma anche italiano, raccontate, però, con un linguaggio modernissimo e con la voce e l’esperienza di Giovanni Minoli che così spiega la scelta di una mostra un po’ “diversa”
“Abbiamo provato a raccontare queste vicende con un linguaggio fantasioso e moderno, fatto di grafica e di animazione; un linguaggio che riprende la nostra esperienza televisiva e che possa essere, soprattutto, accattivante per tutti. Questa è la cosa difficile. Inoltre, raccontando i 150 anni dell’Unità d’Italia dobbiamo ribadire e sottolineare che quella è stata una rivoluzione di giovani”.

“La Spezia s’è desta”, quindi, racconta il passato della città, ma l’attenzione è al presente ed il pensiero al futuro. La Spezia, che nel corso degli anni ha saputo cogliere e vincere tante sfide, ora è chiamata ad accettarne di nuove.
Tanti i temi caldi e tra questi, sicuramente, quello del futuro dell’Arsenale. Quell’Arsenale intorno al quale la città è cresciuta, dal quale tante navi sono state varate, e che ora cerca un nuovo varo per se stesso. Una sfida per tutta la città perché in gioco c’è, comunque, una parte del suo futuro, di quelle pagine del libro della sua storia che devono essere ancora scritte. Fondamentale, quindi, trovare una soluzione condivisa, come spiega Matteo Malley, Presidente della Fondazione Carispe, sede della mostra:

“L’arsenale è uno dei grandi ricordi di questa città, ma anche uno degli stimoli per il futuro. Ho apprezzato molto il richiamo del Sindaco Massimo Federici alla ricerca di una soluzione condivisa su quello che dovrà essere il futuro dell’Arsenale. Occorre proporre alla marina delle sfide e io credo che la marina le saprà accettare. Occorre, però, una coralità che il momento richiede e che credo la città sia in grado di esprimere”.

Insomma, il titolo “La Spezia s’è desta” non è solo celebrativo del ruolo avuto in passato dalla città, ma è anche, e soprattutto, un auspicio per il suo futuro.



Elena Voltolini
 
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