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21 e 22 giugno: referendum inerenti legge elettorale.
Elena Voltolini
17 Giugno 2009 ore 22:33, (Notizie: ... etc, etc...)
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Tre i quesiti riguardanti le modalità di elezione dei parlamentari, in particolare i premi di maggioranza e le candidature in diverse circoscrizioni o regioni.
21 e 22 giugno: referendum sulla legge elettorale.
Tre i quesiti riguardanti le modalità di elezione dei parlamentari, in particolare i premi di maggioranza e le candidature in diverse circoscrizioni o regioni.

Domenica 21 giugno dalle 8.00 alle 22.00 e lunedì 22 giugno dalle 7.00 alle 15.00 gli italiani sono chiamati nuovamente alle urne, questa volta per rispondere a tre quesiti referendari. Secondo la Costituzione italiana questo tipo di consultazioni può avere esclusivamente carattere abrogativo: gli italiani, cioè, devono scegliere se cancellare o meno una leggeo, come in questo caso, parte di un legge già approvata dal Parlamento.
Perché il referendum sia valido è necessario che venga raggiunto il quorum, ovvero che alle urne si rechi il 50% più uno degli aventi diritto.

Per votare è necessario presentarsi al seggio indicato sulla propria tessere elettorale muniti della tessera stessa e di un documento di identità valido. Chi avesse smarrito la tessera o non l'avesse ricevuta, la può richiedere all'ufficio elettorale del comune di residenza.


Per votare è sufficiente barrare con una X la casella del Sì o quella del No stampate sulle schede sotto il testo del quesito referendario.
Votando Sì, si esprime la volontà di abrogare la norma sottoposte a referendum.
Votando No, si esprime la volontà di mantenere in vigore la norma attuale, così com’è.

Ma vediamo i quesiti nel dettaglio, cercando di estrapolare il significato dal linguaggio da veri e propri legislatori con il quale sono formulati:

Quesito 1 (scheda viola): attribuzione premio di maggioranza alla Camera.
Il quesito chiede se si vuole cancellare l’attribuzione del premio di maggioranza nazionale alla coalizione di liste più votata ed attribuirlo invece alla singola lista più votata.
In caso di vittoria del sì il premio i maggioranza verrebbe attribuito alla lista più votata, non più alla coalizione che ha ottenuto più voti. La lista più votata, quindi, otterrebbe il premio che le assicurerebbe la maggioranza dei seggi in parlamento. Un altro effetto della vittoria del sì sarebbe l’innalzamento della soglia di sbarramento.

Quesito 2 (scheda beige): attribuzione premio di maggioranza al Senato.
Il quesito è del tutto simile al precedente. Chiede infatti se si vuole abrogare la possibilità di collegamento tra le liste e l’attribuzione del premio di maggioranza, che in questo caso è su base regionale, alla coalizione più votata.
In caso di vittoria del Sì, il premio di maggioranza verrebbe attribuito alla lista, non più alla coalizione di liste, più votata.

Quesito 3 (scheda verde): disciplina delle candidature
Il quesito chiede se si vuole cancellare la possibilità per una stessa persona di candidarsi in più circoscrizioni (elezioni alla Camera dei Deputati) o in più regioni (elezioni al Senato).
In caso di vittoria del Sì non sarà più possibile candidarsi in più di una circoscrizione (Camera) o regione (Senato). Questo eviterebbe, come accade con la legge attuale, che le persone candidate ed elette in più circoscrizioni o regioni, decidano in pratica la sorte elettorale degli altri candidati della lista, scegliendo uno piuttosto che un altro dei seggi conquistati.


Ricordiamo che, laddove il primo turno del 6 e 7 giugno non sia bastato per scegliere i nuovi sindaci e presidenti della provincia si voterà anche per il secondo turno delle elezioni amministrative

Elena Voltolini
 
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