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Ultimo aggiornamento: Sabato 10 Marzo 2012 ore 14:38
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  • IL GRANDE JAZZ TORNA ALLA SPEZIA
  • Domenica 11 marzo il sax e la batteria degli spezzini Andrea Imparato e Matteo Cidale, accompagnati dal contrabbasso di Aldo Zunino, torneranno a fare battere il cuore jazz della città. leggi:
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  • 5.12.2011 - Mercoledì 7 dicembre l'orchestra Mussinelli accompagnerà il concerto di una giovane interprete. Ad aprire la serata, alle 21.00, sarà il Maestro di Cappella, intermezzo giocoso di Cimarosa. leggi: Al Civico la VII edizione di Giovani Talenti
  • Dal 15 al 17 dicembre a Speziaexpò il salone dedicato ai giovani, per aiutarli a scegliere il percorso di studi più adatto a ciascuno di loro. leggi: SPEZIA LIVE: SCATTA IL COUNTDOWN E AUMENTANO GLI ARTISTI
  • Dal 3 all’11 dicembre a SpeziaExpo’ il tradizionale appuntamento pre-natalizio con il gusto. Tante le novità di questa edizione che guarda con particolare attenzione ai produttori e alle popolazioni dei territori spezzini colpiti dall'alluvione. leggi: SPEZIA LIVE: SCATTA IL COUNTDOWN E AUMENTANO GLI ARTISTI
  • Domenica 4 dicembre una regata in favore delle popolazioni colpite dall'alluvione. In concomitanza la partenza della spedizione scientifica “IndemaresItalia”. leggi: SPEZIA LIVE: SCATTA IL COUNTDOWN E AUMENTANO GLI ARTISTI
  • Marco Travaglio torna alla Spezia con un nuovo spettacolo nel quale si immagina l'Italia del dopo Berlusconi leggi: SPEZIA LIVE: SCATTA IL COUNTDOWN E AUMENTANO GLI ARTISTI
  • Venerdì 24 giugno alle 21:30 all'Auditorium Dialma Ruggiero un musical incentrato sul rapporto tra l'universo maschile e quello femminile leggi: SPEZIA LIVE: SCATTA IL COUNTDOWN E AUMENTANO GLI ARTISTI
  • Il rock lo ha nel sangue, il romanticismo nell’anima, la voce coniuga entrambi gli aspetti: il cantautore milanese accende il Civico con più di due ore di musica ininterrotta, tra nuovi pezzi e canzoni storiche. leggi: SPEZIA LIVE: SCATTA IL COUNTDOWN E AUMENTANO GLI ARTISTI
  • La rassegna Lanterna Jazz Winter prosegue con un altro dei gruppi più in auge sulla scena internazionale: appuntamento, venerdì 4 febbraio a partire dalle 20, con Dado Moroni Trio. leggi: SPEZIA LIVE: SCATTA IL COUNTDOWN E AUMENTANO GLI ARTISTI
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  • Editoriali
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  • Waterfront, o under water?
    di Filippo Lubrano
  • Museum of Modern Arts, altresì detto MoMA, aprile 2010. Accanto alla mostra di Tim Burton che attira folle di fan cinematografici ed all’esposizione permanente dei grandi nomi dell’arte moderna - da Picasso a Rothko passando per Giacometti e Bacon - in un’ala al primo piano del museo fa bella mostra di sé un’esposizione fatta di plastici di ponti ed isolotti a punteggiare una baia dalla forma nota.

    Nell’anticamera dell’open space campeggia un’enorme linea verticale con tre tacche. La prima, all’altezza dei nostri piedi, rappresenta il livello del mare com’è oggi. La seconda, quello del mare come sarà entro la fine del secolo, nella più ottimistica delle previsioni. La terza, che ad un primo colpo d’occhio forse gli avventori più disattenti faticano a notare, tanto è alta, quello nell’ipotesi più pessimistica.

    Entrando nell’open space, la baia dalla forma nota assume i connotati immediatamente riconoscibili dello skyline di Manhattan. Una Manhattan monca, però, parzialmente sfigurata. Battery Park e tutta la zona “downtown” è cancellata da una marea azzurra, sostituita a tratti da decine di piccole isole artificiali che, come spiega freddamente la legenda, “serviranno a contrastare i sempre più frequenti fenomeni di onde anomale e tempeste tropicali”.

    L’acqua dell’Oceano penetrerà dentro l’istmo più famoso della Terra anche da altre direttrici: metà Chelsea verrà inondata, mentre l’Hudson si espanderà impietoso ad est come ad ovest, togliendo terra con le sue grandi fauci umide equamente al New Jersey e all’Upper West Side.

    Bene, questo è lo scenario più catastrofico, dunque? No, questo è quello ottimista: questa è la New York che vedranno certamente i nostri figli e nipoti nel 2100. Sei piedi sei, e piedi nel senso di “feet”: basteranno due metri scarsi per mortificare le principali città marine del mondo, ridisegnare le coste per sempre, dando finalmente un senso compiuto, macabramente ironico, a quella che non a caso in origine fu chiamata “Nuova Amsterdam”. Immaginate cosa succederebbe nello scenario “ad alto impatto”: un innalzamento di venti piedi, ovvero 6 metri abbondanti, rischierebbe di spedire sottacqua il grosso delle nostre città marine, con scenari davvero apocalittici.

    Per quanto collocata dentro un museo, non si tratta qui dell’opera d’arte visionaria di un eccentrico artista, ma del frutto di un panel – commissionato da Bloomberg stesso, ovviamente senza badare a spese - dei migliori studiosi al mondo nei loro rispettivi settori. La domanda che la mostra insinua nei visitatori non è dunque se, ma piuttosto quando la previsione diverrà realtà, in tutta la sua tremenda portata.

    Che il lavoro voluto dal sindaco della Grande Mela, destinata a breve a bacarsi, non sia solo frutto di un colpo di sole degli scienziati newyorkesi a Central Park lo testimonia un’azione simile intrapresa dalla città di Tokyo, che da dati ben diversi è arrivato alle stesse conclusioni. Senza allontanarci troppo da casa nostra, comunque, basta citare il titanico progetto del Mose veneziano in quella che rimane la città più fragile al mondo per quanto riguarda l’innalzamento del livello del mare, per capire... vai
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